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martedì 8 luglio 2014

CONSUMI ALIMENTARI, ISTAT 65% DELLE FAMIGLIE RIDUCE QUALITA' O QUANTITA' CIBO ACQUISTATO

Fiesa: stiamo precipitando nell’età dei cibi low cost. Bisogna mangiare meno e mangiare meglio.Il 65% delle famiglie riduce qualità o quantità del cibo acquistato. Lo rileva l’Istat che sottolinea che la spesa alimentare resta stabile, anche se registra un significativo calo negli acquisti di carne che diminuisce del -3,2%. Continuano, dunque, ad aumentare le famiglie che hanno ridotto la qualità o la quantità del cibo acquistato fino a raggiungere il 65% nel 2013 dal 62,3% del 2012. La spesa alimentare passa da 468 euro a 461, nonostante la "diminuzione significativa'' di quella per la carne. Il 2013 e il 2014 rischiano di passare alla storia come gli anni dei cibi low cost.
Nel 2013, quello del cibo low cost è l’unico settore a registrare un aumento delle vendite per effetto della crisi. Questo si spiega perché, mentre per gli altri beni si può anche rinviare un acquisto, per l’alimentare i cittadini sono necessariamente costretti a comprare tutti i giorni; pertanto, non potendo tagliare la spesa, ricorrono al low cost per cercare di risparmiare. A testimoniarlo l’andamento della spesa negli hard discount che rimane l’unico canale commerciale a segnare incrementi di vendite. Negli esercizi specializzati di carne si registra una caduta di domanda che va oltre il dato stagionale. Il danno che si produce è duplice, da un lato si educa ad un consumo attento solo al prezzo a scapito della qualità e dall’altro si rischia di perdere per sempre l’attenzione al gusto e alla qualità con il rischio suppletivo di vedere allontanarsi dalle nostre produzioni tipiche molti consumatori delusi dai prodotti acquistati. Si prenda per esempio la produzione dei salumi: in presenza di prodotti a forte presenza di grassi e senza l’adeguata stagionatura il rischio vero è che il consumatore decida di non acquistarli più mettendo a repentaglio le nostre eccellenze e le nostre economie di settore. E questo è un caso replicabile su tutte le filiere. Si consiglia di verificare sempre gli ingredienti, le date di confezionamento e di scadenza, i luoghi di produzione e magari consumare meno ma mangiare meglio. Ne va della salute di tutti.

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