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mercoledì 12 giugno 2013

CARCERE, SINDACATI "SITUAZIONE DEL PERSONALE DRAMMATICA"

SULMONA - Si è tenuto questa mattina presso l'Istituto Penitenziario di Sulmona un incontro regionale dei quadri sindacali SAPPe-sindacato autonomo polizia penitenziaria- con la partecipazione del segretario generale  Donato Capece, del vice segretario Franco Marinucci e del segretario regionale Giuseppe  Ninu.All'incontro era presente anche l'Assessore Regionale Angelo Di Paolo.Nell'occasione, sono stati affrontati i temi del sistema penitenziario sia nazionale che regionale, con particolare riferimento alle gravi condizioni di servizio in cui opera il personale di Polizia Penitenziaria della regione e del carcere cittadino, che, recentemente ha subito una trasformazione dell'utenza che ora è di 400 detenuti  di tipologia A.S. (alta sicurezza).
Secondo i sindacati questa variazione è passata quasi inosservata, ma è molto rischiosa per il territorio.Attualmente le criticità del carcere sulmonese riguardano i mezzi che sono insufficienti,  molti di loro sono inutilizzabili poiché rotti e soprattutto la carenza dell'organico.Infatti a fronte del decreto del Ministero (D.A.P.) che prevederebbe 271 agenti contro i 328 del passato a Sulmona attualmente c'è ne sono 240 di cui operativi circa 200, con grossi problemi di gestione dei turni con il personale costretto a turni anche di 12 ore.Nell'ultimo periodo 30 agenti sono andati in pensione e 10 sono stati trasferiti senza essere rimpiazzati.Il grido di allarme arriva dai rappresentanti sindacali che chiedono per il l'istituto di Sulmona almeno 15 - 20 unità, provenienti dall'ultimo corso che porterà negli istituti penitenziari  italiani 375 nuovi agenti uomini e 80 donne.
Donato Capece
 "Siamo arrivati a un punto di non ritorno a tutti i livelli nazionali e regionali"ha detto Giuseppe Ninu."La situazione non è piu' sopportabile è drammatica per l'utenza e per il personale di Polizia Penitenziaria"ha aggiunto Ninu."Sulmona come tutti gli Istituti dell'Abruzzo vive una situazione difficilissima legata a due fattori essenziali, la tipologia dei detenuti, anche se contenuta è pur sempre in sovraffollamento e quella del personale sottodimensionato rispetto alla gestione regolare dell'istituto."Noi chiediamo l'integrazione del personale anche se sappiamo che non ci sono risorse economiche per far fronte alla situazione.Lo Stato come primo passo dovrebbe quantomeno studiare delle soluzioni per far scontare a una certa tipologia di detenuti una pena alternativa al carcere.Poi successivamente dovrebbe integrare il personale di Polizia penitenziaria, perchè non solo non si rispetta l'organico previsto, ma non viene neanche rimpiazzato il personale che va in pensione"ha concluso Ninu.
"E' compito della politica informarsi sulle realtà che sono sul territorio anche per dimostrare la vicinanza alle istituzioni cercando di capire quelle che sono le problematiche di queste realtà "ha affermato Angelo Di Paolo."Purtroppo il sistema carcerario non funziona nel miglior dei modi, ci sono delle cose che vanno
riviste"ha aggiunto.In merito al problema del sovraffollamento Di Paolo ha detto"Perchè coloro che hanno
delle pene detentive al di sotto dei tre anni, che non hanno commesso reati talmente gravi per cui debbano essere detenuti all'interno della struttura carceraria, non li teniamo sotto controllo all'esterno in un'altra maniera per alleggerire il sistema carcerario"ha spiegato Di Paolo."Il sistema carcerario va riformato.Le amministrazioni pubbliche devono porre un minimo di attenzione a queste problematiche e io oggi  sono qui per prendere coscienza e consapevolezza di quello che succede, del sistema e di come bisogna lavorare insieme per riformarlo in termini positivi con prospettive diverse".  

CENTROABRUZZONEWS

centroabruzzonews : SULMONA

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