straordinario 2009 della Riserva, che ha come principali
obiettivi l’analisi botanica di questa varietà di navone (Brassica napus), i possibili incentivi per la sua coltivazione, ed infine la sua valorizzazione come prodotto tipico locale.
Il mugnolo ha rappresentato una importante risorsa economica per gli ortolani di Pettorano sul Gizio fino agli anni Sessanta del Novecento. Esso, infatti, è stato commercializzato dai pettoranesi – nei periodi invernali – oltre che nella Valle Peligna (soprattutto Sulmona) anche nei villaggi degli Altipiani Maggiori e dell’Alto Sangro. Spesso per raccogliere i mugnoli gli ortolani erano costretti a spalare la neve alta che ricopriva le preziose piante, quasi un tesoro vegetale nascosto sotto la candida coltre. Questo vegetale resiste bene alla basse temperature, anzi le gelate “steneriscono” le foglie e le rendono più tenere e gustose. La coltivazione non prevede l’uso di concimi chimici tantomeno l’impiego di antiparassitari, poiché la pianta risulta resistere a parassiti ed avversità climatiche.
Dopo i saluti dell’Amministrazione Comunale e del Direttore della Riserva Naturale (Mauro Fabrizio), introdurrà i lavori del convegno Panfilo Ilario (presidente della Soc. Coop Ardea).
I relatori saranno: Aurelio Manzi (etnobotanico), Donato Silveri (ARSSA Abruzzo), Mimì D’Aurora (responsabile ambiente CGIL Abruzzo), Giorgio Davini (Slow Food Condotta Peligna).
