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giovedì 1 dicembre 2011

COMUNITA' SIRENTINA. FASCIANI, TERRITORIO MONTANO ABBANDONATO

SECINARO – Zone montane dimenticate. Un dato di fatto che viene illustrato dal presidente della           comunità montana Sirentina Luigi Fasciani. “Abbiamo subito dei tagli indiscriminati che stanno mettendo a dura prova la tenuta stessa del territorio montano. Scelte, in gran parte dovute ad una politica ridotta ad una mera gestione aziendale, volta al taglio dei servizi solo in base al principio di economicità e senza tener conto dei diritti dei cittadini che anche qui, lavorano e pagano le tasse”. Un atto d’accusa, portato avanti con dati alla mano. Una lista delle emergenze appunto. “Partiamo dal taglio delle corse dell’Arpa” continua, “un fatto che sta tenendo banco in queste ore e che non interessa solo i residenti nella Valle Peligna, ma anche quelli del comprensorio Subequano, dove ad esempio, il trasporto su gomma, non ha mai attivato collegamenti verso l’altopiano delle Rocche, mentre da anni si attende una nuova fermata, nella parte alta di Secinaro.
Nel frattempo, i collegamenti con i treni non vengono potenziati come nelle tratte Sulmona, L’Aquila e Sulmona Roma. A queste mancanze si aggiungono i progetti fermi, anche se riguardano la sicurezza dei cittadini, sulla provinciale 261 mentre non si sa più nulla dei soldi previsti e mai spesi, per mettere insicurezza la Sp. 9”. Una disamina che oltre ai problemi infrastrutturali tiene conto anche dell’abbandono del territorio. “Anni fa hanno chiuso la sede del consorzio di bonifica Subequano senza che per il territorio, sia stato previsto un altro tipo di intervento, anzi l’intera gestione ambientale è stata relegata agli agricoltori che subiscono danni da fauna selvatica, per cui ci sono ritardi nei rimborsi e sui quali, si sono abbattuti i tagli per le indennità compensative”. A questo quadro a tinte fosche, si aggiungono i recenti tagli alla comunità montana, ai servizi sociali e alla sicurezza del territorio. “In pratica” spiega Fasciani: “non possiamo più garantire servizi essenziali come le borse lavoro, il trasporto per i disabili, l’assistenza domiciliare anziani e altri indispensabili servizi che comunque, stiamo, in alcuni casi, mantenendo solo grazie alla progettazione come nel caso dell’Inpdap. Sul territorio inoltre non si registra un allarme sul versante della sicurezza ma di certo le forze dell’ordine presenti, sono sotto organico. In tutto questo”  continua Fasciani “la cosa ancor più grave è appunto l’assenza di una politica di ampio respiro, che riporti dignità ai cittadini i cui diritti sono al momento valutati solo in termini di costi e benefici. Inoltre crediamo che le risorse ci sono mentre quello che manca è una politica vicina alle persone e in grado di far fronte alle domande di prossimità. A questa lista “conclude Fasciani “ora si aggiunge l’obbligatorietà per tutti i Comuni montani della gestione associata dei servizi con una volgare eliminazione delle identità municipali. I servizi e le funzioni vanno gestite in forma associata per renderli migliori (cosa che stiamo facendo da anni ) e più economici, una scelta in linea con gli strumenti già presenti sul territorio e non con imposizioni che non tengono conto delle peculiarità di zone devastate da scellerate politiche passate”. 


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