SULMONA - “Industrie filologiche per dar risalto alle
virtù del santissimo pontefice Celestino V”. E’ il titolo del libro scritto
dall’ abate celestino Innocenzo Barcellini da Fossombrone, dato alle stampe nel 1701 a Milano, la cui
rinnovata edizione, curata dall’Associazione “Fra Pietro da Morrone”, è stata
presentata nei giorni scorsi nell’Abbazia di Santo Spirito a Sulmona. Di fronte
ad un folto pubblico, a relazionare sul volume, il Fondatore della Comunità
Monastica “Famiglie della Visitazione”, il

reverendo Giovanni Nicolini, il
quale ha ricordato le virtù di Frà Pietro da Morrone, smantellando la secolare considerazione di Celestino quale Papa “
del gran rifiuto”,
come per secoli è stato ritenuto, nonostante alcuni storici siano concordi nel
ritenere che Dante non si riferisse a Celestino. “Chiamo
questo mio scritto Industrie Filologiche per mettere in risalto che, per
conseguire l’intento, ho ritenuto opportuno principalmente esaminare e
sbriciolare alcune voci della commedia di Dante, e dei suoi commentatori, dalla
retta e benigna interpretazione delle quali dipende la sua difesa e la maggior gloria di Celestino.” Sono
le parole dell’abate Barcellini, scrittore e storico di Celestino, il quale a chiosa del suo scritto inserisce una frase che racchiude la grande spiritualità e la
virtù di Celestino di essere semplice: “Se fosse pieno di questi semplici il mondo per mio avviso saria pieno di santi il
cielo”.