Sulmona - Nella difficile vertenza che da alcuni mesi sta impegnando la Fiom-Cgil con il Gruppo Fiat c'e' da registrare l'ennesimo episodio di un confronto che anche in Abruzzo ha assunto toni aspri. L'episodio questa volta e' accaduto alla Sistemi Sospensioni di Sulmona, dove i lavoratori non hanno potuto svolgere l'assemblea, in programma oggi, richiesta dalla Fiom e che l'azienda ha ritenuto di non dover accordare. Un episodio che la stessa Fiom non vuole e non puo' lasciar cadere nel nulla, che vuol raccontare all'opinione pubblica e che all'interno del gruppo automobilistico denota relazioni sindacali davvero complicate e difficili da

gestire. "L'azienda" ha affermato Alfredo Fegatelli "ci ha negato la possibilità di illustrare ai lavoratori le motivazioni per cui non abbiamo sottoscritto l'accordo che altre sigle sindacali hanno firmato. Un fatto grave. Metteremo in atto tutte le iniziative comprese quelle legali". Inoltre i rappresentanti della Fiom hanno denunciato una forma di discriminazioni nei confronti dei due rappresentanti delle Rsu, che a loro dire, non rientrerebbero nei turni di lavoro come gli altri. "Continueremo con il presidio davanti ai cancelli continuando ad informare tutti i lavoratori con il volantinaggio". ha aggiunto "Gli 8 mi

lioni di investimento per la produzione della nuova panda a Sulmona porteranno il rientro a tempo pieno di solo 80 lavoratori, gli altri 120 continueranno a rimanere in cassa integrazione, nessuna nuova assunzione è prevista". Pietro Campanella denuncia l'attaccamento fiscale e un atteggiamento non etico dell'azienda nel negare l'assemblea dimostrando di essere meno elastica degli anni precedenti.Entro un mese avvieremo un'iniziativa pubblica in città per spiegare le nostre ragioni, ha concluso Fegatelli, coinvolgendo la struttura regionale e nazionale.
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