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martedì 31 marzo 2026

"PROGETTO PCTO "SICUREZZA 360° – VERSO UNA CULTURA CONDIVISA"

CHIETI - "Sicurezza 360°_Verso una cultura condivisa: la scuola diventa laboratorio di cultura della sicurezza Chieti, Terza edizione in corso: 400 studenti, 8 istituti, una valutazione media di 4,44 su 5. Gli studenti scoprono violazioni in un cantiere e le segnalano alle istituzioni. La terza edizione del progetto PCTO "Sicurezza 360° – Verso una cultura condivisa" è in pieno svolgimento nelle scuole superiori della provincia di Chieti. Promosso dal Consolato Provinciale dei Maestri del Lavoro in collaborazione con INAIL, Ispettorato Territoriale del Lavoro, DPLAN srl e Ufficio Scolastico Regionale per l'Abruzzo, il progetto sta producendo risultati che vanno ben oltre le aule. Tutto nasce da un'intuizione della Dr.ssa Valentina Italiani, Vicario del Prefetto di Chieti: portare dentro le scuole non un singolo ente o un singolo esperto, ma l'intera rete istituzionale che nella vita reale si occupa di sicurezza sul lavoro. INAIL, Ispettorato Territoriale del Lavoro, Maestri del Lavoro, professionisti della sicurezza e Ufficio Scolastico Regionale, tutti insieme, in classe, a parlare con i ragazzi. Da questa idea, tre anni fa, è nato "Sicurezza 360°– Verso una cultura condivisa ".

Un progetto che cresce edizione dopo edizione, infatti i numeri raccontano una storia di crescita progressiva. Nella prima edizione erano 270 gli studenti coinvolti, in 14 classi di 8 scuole. Nella seconda erano diventati 395, distribuiti in 24 classi di 12 istituti. Oggi, nella terza edizione ancora in corso, si contano circa 400 studenti in 22 classi di 8 istituti tecnici, licei e professionali con 96 incontri già completati su 133 previsti. Dal lancio del progetto, il totale cumulato supera ormai quota 1.100 studenti formati, attraverso oltre 276 sessioni e 1.480 ore uomo di impegno volontario da parte dei Maestri del Lavoro, ispettori e professionisti. Il dato forse più eloquente è quello sulla soddisfazione degli studenti: la valutazione media raccolta nella terza edizione è di 4,44 su 5, in ulteriore crescita rispetto al 4,2 su 5 della seconda edizione e al 4,12 su 5 della prima. Un miglioramento costante che riflette l'affinamento del metodo e la capacità del gruppo di progetto di ascoltare e rispondere ai feedback dei ragazzi.
Diciotto ore che cambiano il modo di guardare il mondo. Il percorso PCTO dura 18 ore, articolate in 9 moduli da 2 ore ciascuno, con un equilibrio tra teoria e pratica: 8 ore dedicate ai fondamentali normativi e culturali, 10 ore di formazione attiva sul campo. Non è un corso di sicurezza nel senso tradizionale del termine. È un percorso che accompagna i ragazzi a sviluppare uno sguardo diverso sulla realtà: imparano a riconoscere un pericolo, a valutare un rischio, a chiedersi «cosa posso fare io per evitare che accada?». Ciascun partner porta la propria prospettiva specifica: l'Ispettorato del Lavoro spiega diritti e doveri nel rapporto di lavoro, l'INAIL illustra i dati sugli infortuni e il peso sociale degli incidenti, i Maestri del Lavoro trasmettono la cultura della prevenzione attraverso i propri Quaderni nazionali sulla sicurezza, i professionisti di dPLAN srl guidano i ragazzi nella formazione pratica da Safety Ambassador. Al termine del percorso completo, ogni studente riceve un Attestato di Partecipazione con valore di Formazione Generale e Rischio Medio, ai sensi dell'art. 37 del D.Lgs. 81/2008 ed in conformità all’accordo stato regioni n°221 del 21/12/2011. Nella terza edizione sono 35 le persone impegnate tra Maestri del Lavoro, Ispettori INAIL e ITL, e professionisti della sicurezza. Vale la pena sottolineare l'impegno straordinario della DPLAN srl, che conferma anche quest'anno il proprio impegno a fianco del progetto, mettendo gratuitamente a disposizione tre dei suoi professionisti più qualificati. Un contributo generoso, offerto in un periodo in cui le richieste formative dei clienti dell'azienda sono in forte crescita per effetto delle recenti modifiche normative sulla sicurezza.
 I questionari di feedback compilati dagli studenti al termine di ogni incontro sono una fonte preziosa, e vengono presi sul serio. La valutazione media di 4,44 su 5 è il dato sintetico, ma sono i commenti a restituire la ricchezza dell'esperienza. C'è chi scrive «incontro davvero interessante e formativo, questa è scuola davvero», chi apprezza «i giochi interattivi che rendono tutto più coinvolgente», chi riconosce che «la sicurezza è un tema attuale e fondamentale per il nostro futuro». C'è anche chi ha colto il valore più profondo del percorso: "Mi ha fatto capire che non bisogna mai prendere le cose con fretta o con troppa sicurezza. In generale è stato uno degli incontri più utili e coinvolgenti." Ma ci sono anche le voci critiche, e il progetto le accoglie senza filtri. Diversi studenti chiedono meno spiegazioni frontali e più lavori di gruppo, più video e testimonianze dirette, più domande interattive. «Il lavoro di gruppo è stato bello ma le spiegazioni frontali sono noiose», scrive qualcuno. «Si richiedono più lavori che includano gli studenti», aggiunge un altro. Queste osservazioni, lungi dall'essere un problema, sono un segnale positivo: vengono da ragazzi che partecipano attivamente, che hanno aspettative, che vogliono di più. Sono indicazioni preziose per la progettazione delle edizioni future.
Quando la formazione diventa azione: gli studenti scoprono un cantiere dove ci sono comportamenti a rischio. C'è un episodio, tra tutti i risultati di questa terza edizione, che merita di essere raccontato con particolare attenzione. Alcuni studenti che hanno già completato il percorso formativo si sono trovati a passare nei pressi di un cantiere edile in costruzione vicino alla loro scuola. E invece di guardare senza vedere, come avrebbero probabilmente fatto prima del percorso hanno guardato con occhi nuovi. Hanno riconosciuto nei comportamenti degli operai presenti sul cantiere una serie di condotte difformi dalle norme di sicurezza previste dal D.Lgs. 81/2008. Le hanno documentate con fotografie e video, e le hanno consegnate ai referenti del progetto, che le hanno trasmesse all'Ispettorato Territoriale del Lavoro. Questo episodio non è un dettaglio. È la dimostrazione più concreta ed eloquente che il progetto sta funzionando nel modo in cui era stato concepito. Quegli studenti non si sono limitati ad acquisire nozioni: hanno sviluppato la capacità di leggere criticamente la realtà che li circonda, hanno scelto di non voltarsi dall'altra parte, hanno avuto fiducia nelle istituzioni che li avevano formati. Si sono comportati, a tutti gli effetti, da Ambasciatori della Sicurezza. Ora spetta alle istituzioni agire nei modi e nelle forme ritenute opportune. Non si tratta solo di una questione di tutela sul lavoro. Si tratta anche di restituire ai ragazzi un segnale chiaro e importante: la loro voce conta, le istituzioni li ascoltano, e il coraggio civico viene riconosciuto. Questo episodio sarà valorizzato nell'evento finale come caso emblematico di trasferimento reale della cultura della sicurezza dalla scuola al territorio.
Verso maggio: l'evento finale e lo sguardo al futuro. I 37 incontri rimanenti si concluderanno entro fine aprile. A quel punto, gli studenti presenteranno i propri elaborati nell'evento pubblico finale previsto dopo il 15 maggio 2026: video spot sulla sicurezza, poster, riflessioni. Un momento di restituzione collettiva che, come nelle edizioni precedenti, vedrà la presenza dei partner istituzionali, dei dirigenti scolastici e delle autorità del territorio. Nel frattempo, l'interesse per il modello "Sicurezza 360°" cresce anche fuori dai confini della provincia. Consolati di Maestri del Lavoro di altre province e regioni hanno già manifestato la volontà di replicare l'esperienza. È la conferma che quanto nato come iniziativa locale ha le caratteristiche, metodologiche, istituzionali, umane per diventare un riferimento a livello nazionale per la formazione alla sicurezza nelle scuole superiori".

  
Consolato provinciale di Chieti Bruno Leombruni

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