L'AQUILA - “Quello della scuola e’ il tema su cui con maggiore
chiarezza emergono due diverse idee di città. A diciassette anni dal
terremoto del 2009 infatti, la situazione dell’edilizia scolastica
aquilana continua a registrare ritardi, criticità e l’assenza di una
programmazione chiara.La sicurezza degli studenti e il diritto a
scuole moderne, sicure e accessibili devono tornare al centro
dell’agenda amministrativa. - così oggi in conferenza stampa hanno
sostenuto Stefania Pezzopane e Stefano Albano (Pd), Simona Giannangeli
(L’Aquila coraggiosa), Enrico Verini (Progetto civico) -Le scuole
devono tornare a essere presìdi educativi e sociali distribuiti in modo
equilibrato tra centro storico, quartieri e frazioni, evitando ulteriori
marginalizzazioni territoriali.
Per questo proponiamo l’apertura di un confronto pubblico e istituzionale su quattro questioni prioritarie.
1. Ritardi nella ricostruzione scolastica
Non
è accettabile che, a quasi due decenni dal sisma, molte scuole non
abbiano ancora una sede definitiva o siano inserite in percorsi di
ricostruzione lenti e frammentati.
Famiglie, studenti e personale scolastico vivono da anni una condizione di precarietà che non può diventare normalità.
Dopo
nove anni di amministrazione Biondi, i risultati appaiono
insufficienti, nonostante il Comune disponesse già dal 2016 delle
risorse economiche e delle deroghe normative necessarie ad accelerare
gli interventi. Sono mancate soprattutto programmazione, trasparenza e
capacità di rispettare le tempistiche annunciate.
Purtroppo, in
questi nove anni la giunta Biondi ha parlato molto ma ha realizzato
poco, nonostante le risorse disponibili, le deroghe normative e la piena
disponibilità al confronto istituzionale, nonché le proposte e i
suggerimenti più volte avanzati e formalizzati anche attraverso ordini
del giorno approvati all’unanimità in Consiglio comunale.
I continui
rinvii e le scadenze disattese hanno prodotto situazioni paradossali,
come emerge anche dal piano di ricostruzione delle scuole pubblicato il
30 aprile, che conferma i ritardi accumulati negli anni e l’assenza di
un quadro certo sui tempi di completamento delle opere.
È
necessario predisporre un cronoprogramma pubblico e verificabile degli
interventi ancora aperti, con tempi certi, responsabilità definite,
risorse trasparenti e un monitoraggio costante dello stato dei lavori.
2. Sicurezza degli edifici e vulnerabilità sismica
La sicurezza strutturale degli edifici scolastici deve rappresentare una priorità assoluta.
È
necessario rendere pubblici e costantemente aggiornati i dati relativi
alla vulnerabilità sismica delle scuole cittadine, indicando con
chiarezza quali edifici necessitano di interventi di adeguamento o
miglioramento.
Su questo tema emergono inoltre evidenti
contraddizioni tra quanto dichiarato pubblicamente dall’amministrazione e
quanto risulta dagli atti ufficiali del Comune. In particolare appare
opaco e poco chiaro il rapporto con l’Università in merito agli studi
sulla vulnerabilità sismica degli edifici scolastici.
Occorre
chiarire in modo definitivo: gli studi sono stati effettivamente svolti
oppure no? La convenzione con l’Università è stata realmente stipulata? I
materiali e le analisi risultano già consegnati oppure devono ancora
essere prodotti?
Dalla lettura delle carte emerge infatti una
situazione difficilmente comprensibile: da un lato si lascia intendere
che gli studi siano disponibili, dall’altro risulta che la convenzione
non sarebbe ancora stata firmata e che la documentazione dovrebbe essere
consegnata entro 60 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo. Una
contraddizione che alimenta confusione e mina la trasparenza su un tema
delicato come la sicurezza delle scuole.
Serve quindi piena
chiarezza amministrativa, con la pubblicazione degli atti, dello stato
reale delle convenzioni, delle verifiche effettuate e dei risultati
disponibili, affinché famiglie, studenti e personale scolastico possano
conoscere le reali condizioni degli edifici.
Serve inoltre un
piano straordinario di manutenzione e prevenzione che non intervenga
soltanto nelle emergenze, ma garantisca controlli periodici e
investimenti continuativi sulla sicurezza.
3. Scuole nel centro storico e istituzione urgente di una commissione
Il ritorno delle scuole nel centro storico rappresenta una scelta strategica per il futuro della città.
Le
scuole non sono soltanto luoghi di formazione, ma presìdi sociali,
culturali e urbani fondamentali per riportare vita stabile nel cuore
dell’Aquila.
Proprio per questo è urgente approvare la proposta
del Consigliere Albano di istituire una commissione speciale o un tavolo
permanente dedicato all’edilizia scolastica e alla presenza delle
scuole nel centro storico, coinvolgendo istituzioni, dirigenti
scolastici, tecnici, università, Ordini professionali, famiglie e
studenti.
Negli ultimi anni si sono infatti registrate scelte
urbanistiche e amministrative difficilmente comprensibili: immobili che
potrebbero ospitare funzioni scolastiche vengono destinati ad altro,
mentre si sostiene che non esistano spazi adeguati per riportare le
scuole nel centro storico. Emblematico il caso della Carducci, che
avrebbe potuto continuare a svolgere il ruolo di scuola media.
Almeno
una scuola materna, una elementare, una media ed una scuola superiore
andrebbero previsti nel centro dell’Aquila verificando il livello di
sicurezza degli immobili ricostruiti e soprattutto recuperando immobili
di nuova costruzione, attingendo dalla grande mole di demolizioni, che
potrebbero garantire standard ancora più elevati sotto il profilo
sismico e dell’accessibilità.
L’assurdo paradosso: la destra di c’è
di no alle scuole in centro per motivi di sicurezza e delle scuole
periferiche abbiamo incertezze assolute sugli 8 dici di vulnerabilità
sismica che non vengono resi noti, una gravissima contraddizione.
Queste
decisioni non sono neutre: dietro le scelte urbanistiche esiste una
precisa idea di città. Il rischio è quello di costruire un centro
storico ridotto prevalentemente a luogo di consumo, turismo e
spettacolarizzazione, invece che uno spazio vissuto quotidianamente da
famiglie, studenti e residenti.
Forse si è immaginata la cultura
come “eventificio”, fatta di eventi e rappresentazioni, dimenticando che
la scuola è il primo e più importante luogo di cultura: uno spazio di
convivenza, crescita intergenerazionale e costruzione della comunità.
Le
scuole rappresentano invece un elemento fondamentale di vitalità urbana
stabile, capace di generare relazioni sociali, servizi e presidio del
territorio. Per questo serve una visione diversa, che rimetta al centro
la funzione educativa e residenziale del centro storico.
4. Scuolabus per le scuole medie
Il tema del trasporto scolastico per gli studenti delle scuole medie non può essere sottovalutato.
In
una città ancora segnata dalla dispersione urbana post-sisma, molte
famiglie affrontano ogni giorno difficoltà negli spostamenti.
È
necessario valutare l’estensione o il potenziamento del servizio
scuolabus anche per le scuole secondarie di primo grado, garantendo
equità di accesso, maggiore autonomia agli studenti e un sostegno
concreto alle famiglie.
Inoltre, è stato svolto un censimento sui
bisogni reali delle famiglie e degli studenti, dal quale è emersa una
richiesta significativa che riguarda circa 400 adolescenti. Questo dato
non può essere ignorato né gestito in modo frammentario: riteniamo che
oggi sia necessario strutturare una risposta adeguata, stabile e
organizzata, capace di dare una soluzione concreta e continuativa alle
esigenze emerse.
Una proposta per il futuro della città
Parlare di scuole significa parlare del futuro dell’Aquila.
Dopo 17 anni non servono più annunci o interventi frammentari: servono programmazione, trasparenza e scelte coraggiose.
L’Aquila
è Capitale italiana della Cultura 2026, e non esiste elemento più
centrale della scuola come primo luogo di cultura, formazione e crescita
civile. La sfida dei prossimi anni è costruire una città con scuole
sicure, di prossimità, facilmente raggiungibili a piedi e con il
trasporto pubblico, capaci di vivere anche oltre l’orario curricolare
attraverso attività didattiche pomeridiane ed estive, coinvolgendo
cooperative giovanili, associazioni e realtà del territorio.
La
città ha il diritto di sapere a che punto sia realmente la ricostruzione
scolastica e di partecipare alle decisioni che riguardano la sicurezza e
la qualità della vita delle nuove generazioni.”
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