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“SCUOLE ALL’AQUILA: DOPO 17 ANNI SERVE UNA SVOLTA”

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mercoledì 27 maggio 2026

“SCUOLE ALL’AQUILA: DOPO 17 ANNI SERVE UNA SVOLTA”

L'AQUILA - “Quello della scuola e’ il tema su cui con maggiore chiarezza emergono due diverse idee di città. A diciassette anni dal terremoto del 2009 infatti, la situazione dell’edilizia scolastica aquilana continua a registrare ritardi, criticità e l’assenza di una programmazione chiara.La sicurezza degli studenti e il diritto a scuole moderne, sicure e accessibili devono tornare al centro dell’agenda amministrativa. - così oggi in conferenza stampa hanno sostenuto Stefania Pezzopane e Stefano Albano (Pd), Simona Giannangeli (L’Aquila coraggiosa), Enrico Verini (Progetto civico) -Le scuole devono tornare a essere presìdi educativi e sociali distribuiti in modo equilibrato tra centro storico, quartieri e frazioni, evitando ulteriori marginalizzazioni territoriali.
Per questo proponiamo l’apertura di un confronto pubblico e istituzionale su quattro questioni prioritarie.

1. Ritardi nella ricostruzione scolastica

Non è accettabile che, a quasi due decenni dal sisma, molte scuole non abbiano ancora una sede definitiva o siano inserite in percorsi di ricostruzione lenti e frammentati.
Famiglie, studenti e personale scolastico vivono da anni una condizione di precarietà che non può diventare normalità.

Dopo nove anni di amministrazione Biondi, i risultati appaiono insufficienti, nonostante il Comune disponesse già dal 2016 delle risorse economiche e delle deroghe normative necessarie ad accelerare gli interventi. Sono mancate soprattutto programmazione, trasparenza e capacità di rispettare le tempistiche annunciate.

Purtroppo, in questi nove anni la giunta Biondi ha parlato molto ma ha realizzato poco, nonostante le risorse disponibili, le deroghe normative e la piena disponibilità al confronto istituzionale, nonché le proposte e i suggerimenti più volte avanzati e formalizzati anche attraverso ordini del giorno approvati all’unanimità in Consiglio comunale.
I continui rinvii e le scadenze disattese hanno prodotto situazioni paradossali, come emerge anche dal piano di ricostruzione delle scuole pubblicato il 30 aprile, che conferma i ritardi accumulati negli anni e l’assenza di un quadro certo sui tempi di completamento delle opere.

È necessario predisporre un cronoprogramma pubblico e verificabile degli interventi ancora aperti, con tempi certi, responsabilità definite, risorse trasparenti e un monitoraggio costante dello stato dei lavori.

2. Sicurezza degli edifici e vulnerabilità sismica

La sicurezza strutturale degli edifici scolastici deve rappresentare una priorità assoluta.
È necessario rendere pubblici e costantemente aggiornati i dati relativi alla vulnerabilità sismica delle scuole cittadine, indicando con chiarezza quali edifici necessitano di interventi di adeguamento o miglioramento.

Su questo tema emergono inoltre evidenti contraddizioni tra quanto dichiarato pubblicamente dall’amministrazione e quanto risulta dagli atti ufficiali del Comune. In particolare appare opaco e poco chiaro il rapporto con l’Università in merito agli studi sulla vulnerabilità sismica degli edifici scolastici.

Occorre chiarire in modo definitivo: gli studi sono stati effettivamente svolti oppure no? La convenzione con l’Università è stata realmente stipulata? I materiali e le analisi risultano già consegnati oppure devono ancora essere prodotti?

Dalla lettura delle carte emerge infatti una situazione difficilmente comprensibile: da un lato si lascia intendere che gli studi siano disponibili, dall’altro risulta che la convenzione non sarebbe ancora stata firmata e che la documentazione dovrebbe essere consegnata entro 60 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo. Una contraddizione che alimenta confusione e mina la trasparenza su un tema delicato come la sicurezza delle scuole.

Serve quindi piena chiarezza amministrativa, con la pubblicazione degli atti, dello stato reale delle convenzioni, delle verifiche effettuate e dei risultati disponibili, affinché famiglie, studenti e personale scolastico possano conoscere le reali condizioni degli edifici.

Serve inoltre un piano straordinario di manutenzione e prevenzione che non intervenga soltanto nelle emergenze, ma garantisca controlli periodici e investimenti continuativi sulla sicurezza.

3. Scuole nel centro storico e istituzione urgente di una commissione

Il ritorno delle scuole nel centro storico rappresenta una scelta strategica per il futuro della città.
Le scuole non sono soltanto luoghi di formazione, ma presìdi sociali, culturali e urbani fondamentali per riportare vita stabile nel cuore dell’Aquila.

Proprio per questo è urgente approvare la proposta del Consigliere Albano di istituire una commissione speciale o un tavolo permanente dedicato all’edilizia scolastica e alla presenza delle scuole nel centro storico, coinvolgendo istituzioni, dirigenti scolastici, tecnici, università, Ordini professionali, famiglie e studenti.

Negli ultimi anni si sono infatti registrate scelte urbanistiche e amministrative difficilmente comprensibili: immobili che potrebbero ospitare funzioni scolastiche vengono destinati ad altro, mentre si sostiene che non esistano spazi adeguati per riportare le scuole nel centro storico. Emblematico il caso della Carducci, che avrebbe potuto continuare a svolgere il ruolo di scuola media.

Almeno una scuola materna, una elementare, una media ed una scuola superiore andrebbero previsti nel centro dell’Aquila verificando il livello di sicurezza degli immobili ricostruiti e soprattutto recuperando immobili di nuova costruzione, attingendo dalla grande mole di demolizioni, che potrebbero garantire standard ancora più elevati sotto il profilo sismico e dell’accessibilità.
L’assurdo paradosso: la destra di c’è di no alle scuole in centro per motivi di sicurezza e delle scuole periferiche abbiamo incertezze assolute sugli 8 dici di vulnerabilità sismica che non vengono resi noti, una gravissima contraddizione.

Queste decisioni non sono neutre: dietro le scelte urbanistiche esiste una precisa idea di città. Il rischio è quello di costruire un centro storico ridotto prevalentemente a luogo di consumo, turismo e spettacolarizzazione, invece che uno spazio vissuto quotidianamente da famiglie, studenti e residenti.

Forse si è immaginata la cultura come “eventificio”, fatta di eventi e rappresentazioni, dimenticando che la scuola è il primo e più importante luogo di cultura: uno spazio di convivenza, crescita intergenerazionale e costruzione della comunità.

Le scuole rappresentano invece un elemento fondamentale di vitalità urbana stabile, capace di generare relazioni sociali, servizi e presidio del territorio. Per questo serve una visione diversa, che rimetta al centro la funzione educativa e residenziale del centro storico.

4. Scuolabus per le scuole medie

Il tema del trasporto scolastico per gli studenti delle scuole medie non può essere sottovalutato.
In una città ancora segnata dalla dispersione urbana post-sisma, molte famiglie affrontano ogni giorno difficoltà negli spostamenti.

È necessario valutare l’estensione o il potenziamento del servizio scuolabus anche per le scuole secondarie di primo grado, garantendo equità di accesso, maggiore autonomia agli studenti e un sostegno concreto alle famiglie.

Inoltre, è stato svolto un censimento sui bisogni reali delle famiglie e degli studenti, dal quale è emersa una richiesta significativa che riguarda circa 400 adolescenti. Questo dato non può essere ignorato né gestito in modo frammentario: riteniamo che oggi sia necessario strutturare una risposta adeguata, stabile e organizzata, capace di dare una soluzione concreta e continuativa alle esigenze emerse.

Una proposta per il futuro della città

Parlare di scuole significa parlare del futuro dell’Aquila.
Dopo 17 anni non servono più annunci o interventi frammentari: servono programmazione, trasparenza e scelte coraggiose.

L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026, e non esiste elemento più centrale della scuola come primo luogo di cultura, formazione e crescita civile. La sfida dei prossimi anni è costruire una città con scuole sicure, di prossimità, facilmente raggiungibili a piedi e con il trasporto pubblico, capaci di vivere anche oltre l’orario curricolare attraverso attività didattiche pomeridiane ed estive, coinvolgendo cooperative giovanili, associazioni e realtà del territorio.

La città ha il diritto di sapere a che punto sia realmente la ricostruzione scolastica e di partecipare alle decisioni che riguardano la sicurezza e la qualità della vita delle nuove generazioni.”

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