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martedì 12 dicembre 2023

MANLIO SANTANELLI A LANCIANO, DOPPIO APPUNTAMENTO PER FESTEGGIARE I PRIMI QUARANT’ANNI DELL’ASSOCIAZIONE “IL PONTE”, PROTAGONISTA IL CELEBRE DRAMMATURGO NAPOLETANO


LANCIANO - "Le iniziative per festeggiare i primi 40 anni dell’associazione “Il Ponte” prenderanno il via con un doppio appuntamento mercoledì 13 dicembre al Teatro Fenaroli di Lanciano. Si parte alle ore 18.00 con un incontro che vedrà protagonisti il drammaturgo Manlio Santanelli e il professor Mariano D’Amora, che presenterà il suo libro sul noto autore partenopeo intitolato Poetiche del conflitto in interno borghese. Il teatro anarcoide di Manlio Santanelli. A seguire, alle ore 21.00, il Teatro del Sangro - Teatro Stabile d’Abruzzo porterà in scena lo spettacolo Regina Madre dello stesso Santanelli, per la regia di Stefano Angelucci Marino con Rossella Gesini e lo stesso Angelucci, alla presenza dell’autore. Per entrambe le iniziative l’ingresso è gratuito. Manlio Santanelli (Napoli, 1938) è uno tra i maggiori drammaturghi italiani contemporanei. I suoi testi, plurirappresentati e pluripremiati, hanno affrontato più volte la prova dei palcoscenici italiani ed europei. Ha al suo attivo circa quaranta allestimenti. Una drammaturgia sorprendente per l’esattezza cartesiana e per i contenuti paradossali, colta nelle sue declinazioni innestate sul filone europeo del teatro dell’assurdo e fecondata dalla ricchissima tradizione teatrale napoletana, dai classici della letteratura dell’Ottocento, dal melodramma italiano e dalla narrativa novecentesca latino-americana.



Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini hanno costruito dal 2020 una versione particolare del testo “Regina Madre”, con due maschere antropomorfe, due figure archetipe, che permettono la trasfigurazione. Da venti anni ormai il Teatro del Sangro lavora con le maschere della commedia dell’arte, da alcuni anni la ricerca si è spostata verso le maschere contemporanee. L’ultimo lavoro sugli emigranti italiani in Sudamerica negli anni ‘50, “Hermanos” (2019), ha dato respiro a questo particolare codice espressivo nato dalle suggestioni create dai murales e dai “bamboloni” della Boca, il celebre barrio porteño in Argentina contraddistinto da una forte impronta italiana. Manlio Santanelli, d’altra parte, ha dichiarato in una intervista del 2014: «Il teatro deve seguire la realtà ed essere capace di trasfigurarla. Nel teatro del futuro una linea guida molto importante sarà la capacità di intravedere nella realtà che si vuole raccontare l’archetipo. L’archetipo è millenario, può cambiare nelle sue forme. L’archetipo nella sua profondità non finirà mai di raccontare la storia dell’umanità».

“Regina Madre” di Manlio Santanelli, Premio Idi nel 1984, è stato rappresentato in tutta Europa e ha visto negli anni allestimenti importanti realizzati con attori del calibro di Regina Bianchi, Roberto Herlitzka, Isa Danieli, Nello Mascia, Milena Vukotic, Antonello Avallone, per arrivare all’ultima messa in scena fatta da Carlo Cerciello nel 2018 con Fausto Russo Alesi e Imma Villa. Vale la pena citare quanto scrisse Eugène Ionesco su “Le Figaro”, in occasione di un allestimento di “Regina Madre” al Théâtre de Poche di Parigi, nel novembre del 1987: «[...] è uno dei più bei testi che ho potuto vedere in questi ultimi anni. Io lo affermo [...] se vi piacciono le scoperte, andate a vedere “Regina Madre” che è una commedia di volta in volta avvincente, tragica, divertente e acuta. Questa commedia ha tutto il divertimento tragico del nuovo teatro [...]».


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