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martedì 18 giugno 2019

SNAM: LE SENTENZE DEL TAR NON FERMANO LA LOTTA DEI CITTADINI

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SULMONA - Si è tenuta questa mattina presso la Comunità Montana Peligna (via Angeloni, 11 Sulmona) una conferenza stampa sul tema: “Dopo le sentenze del T.A.R. Lazio sulla centrale di compressione Snam, la lotta prosegue: il punto della situazione e nuove iniziative”.Non saranno le sentenze del TAR a fermarci: la lotta per impedire la costruzione della centrale e del metanodotto “Rete Adriatica” della Snam proseguirà anzi con determinazione ancora maggiore. Sono proprio le motivazioni delle sentenze, la loro debolezza e la loro palese contraddittorietà a convincerci della giustezza di una battaglia che i cittadini portano avanti da quasi dodici anni.
Come possono essere convincenti affermazioni che, mentre da un lato negano l’importanza dell’opera (e quindi la necessità di sottoporla a Valutazione Ambientale Strategica), dall’altro qualificano l’opera stessa di carattere “strategico” e di  ” interesse comunitario”? Nella sentenza si legge, inoltre, che “sono stati ampiamente considerati gli accorgimenti tecnici per minimizzare gli effetti di eventuali fenomeni sismici nella zona”.
A smentire tale affermazione è la stessa Commissione Tecnica V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) che, giudicando del tutto insufficienti gli studi prodotti dalla Snam, ha prescritto ulteriori studi di dettaglio in merito alla sismicità e ciò al fine di “ridurre” e non certo eliminare, “la vulnerabilità della condotta”. E a smentire ulteriormente il TAR è ancora il fatto che nel giugno 2018 (a oltre sette anni dal decreto V.I.A.), il Ministero dello Sviluppo Economico ha annunciato di voler incaricare l’INGV per l’effettuazione di nuovi studi sismici sia per la centrale che per il metanodotto.
Sulla finalità dell’opera nella sentenza si sostiene che essa “mira ad assicurare l’approvvigionamento energetico ai cittadini e alle imprese nell’ambito di vaste aree regionali e dell’intero Paese”.
Ciò non è affatto vero perché in Italia c’è una sovrabbondanza di gas. I consumi interni si aggirano intorno ai 75 mld di mc. annui, mentre le infrastrutture di importazione (metanodotti e rigassificatori) hanno una capacità di trasporto superiore a 120 mld. di mc. Per di più il piano energetico del Governo prevede che i consumi italiani di gas, entro il 2030, scenderanno ulteriormente a 60 mld. di mc. annui.
Nel negare l’opportunità di applicare, nel caso in esame, il principio di precauzione, il TAR sostiene che tale principio “può essere invocato solo quando si tratti di situazioni in cui regna l’incertezza scientifica”.
Ora, uno degli ambiti della scienza in cui regna maggiore incertezza è proprio quello della sismicità e a dimostrarlo c’è tutto quello che è accaduto nei territori dell’Appennino dal 2009 fino ad oggi!
Per questo la lotta continuerà su tutti i fronti: quello politico-istituzionale, quello legale e soprattutto attraverso la mobilitazione dei cittadini.
In primo luogo ci aspettiamo che la Regione e i Comuni impugnino subito al Consiglio di Stato la sentenza del TAR Lazio.
Continueremo ad insistere sull’attuale Governo affinchè venga negata l’autorizzazione al metanodotto, venga riaperta la procedura V.I.A. e venga effettuata la V.A.S. sull’intera opera.
Per fine mese è previsto un evento che vede insieme il Comune di Sulmona, i Comitati cittadini e il Coordinamento No Hub del Gas.
Mercoledì 19 giugno alle ore 10,30 i rappresentanti della Snam saranno a Sulmona per “prendere possesso” dei siti in cui collocare le centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria ante operam.
Ad attenderli troveranno i cittadini che ricorderanno loro che il territorio è di chi ci vive, non della Snam!Sit-in dalle ore 10,00 in Piazzale Paolo Bartolomeo (Piazzale delle giostre, lato Case Popolari)




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