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mercoledì 31 gennaio 2018

"CLASSICO-MODERNO"INCONTRO CON GIOVANNI TESIO

SULMONA- Il giorno 2 febbraio alle ore 16.30, presso l’aula magna del Liceo Mazara di Sulmona, per il ciclo di conferenze dal titolo “Classico-Moderno. Cultura e istituzioni a confronto”, a cura di Oreste Tolone, si terrà un incontro con Giovanni Tesio.
Piemontese, professore di letteratura italiana all’Università del Piemonte Orientale, storico, filologo, critico letterario per «La Stampa» e «Tuttolibri», Giovanni Tesio è uno degli studiosi che nella seconda metà del Novecento più hanno valorizzato la letteratura (soprattutto la poesia) nelle varie lingue e dialetti d’Italia, curando importanti progetti editoriali, storie e antologie letterarie e scrivendo su numerosi autori, dal passato alla più viva contemporaneità.Tra gli autori del Novecento, ha lavorato su Italo Calvino, Cesare Pavese, Lalla Romano, Piero Chiara, Riccardo Bacchelli, Lucio Mastronardi, Goffredo Parise, Vincenzo Consolo, Mario Soldati, Sebastiano Vassalli. Dai dialoghi con Vassalli è nato il libro, a metà tra l’intervista e l’autobiografia, intitolato Un nulla pieno di storie. Ricordi e considerazioni di un viaggiatore nel tempo (2015).

A Sulmona, venerdì 2 febbraio Tesio parlerà di un altro suo importante dialogo personale e intellettuale, quello con Primo Levi, uno tra gli autori italiani più tradotti e più letti degli ultimi decenni.
Solo recentemente, nel 2016 e ora nel 2018, sono stati pubblicati due volumi che danno conto, a distanza di una trentina d’anni, di questo dialogo: Primo Levi, Io che vi parlo. Conversazione con Giovanni Tesio, Torino, Einaudi, 2016, e Giovanni Tesio, Primo Levi: ancora qualcosa da dire. Conversazioni e letture tra biografia e invenzione, Novara, Interlinea, 2018. In questi due libri a parlare è lo stesso Primo Levi, in una serie di conversazioni da lui intrattenute con Giovanni Tesio nei primi mesi del 1987, in vista di una convenuta «biografia autorizzata». Rispondendo alle domande discrete e mai troppo incalzanti di Tesio, lo scrittore vi rievoca la famiglia, l’infanzia, gli anni di formazione durante il fascismo, gli amici dell’adolescenza, le letture, la timidezza, la passione per la montagna; e poi ancora la guerra, il ritorno a casa e la difficoltà del nuovo mestiere, quello di scrittore, «che è poi un caso particolare, una versione piú strenua del mestiere di vivere».

(cit. di Levi) «Io mi ritengo uno che ha combattuto parecchie battaglie. Che ne ha perse alcune e ne ha vinte altre. Devo avere una certa forza profonda, perché sono sopravvissuto ad Auschwitz, questa è una grossa battaglia. Anche come chimico ho sopportato sconfitte, ma ho vinto parecchie volte. Poi, come scrittore. Mi sono ritrovato a diventare uno scrittore quasi mio malgrado, ho aperto un capitolo nuovo. Mi è venuta addosso a scalini, prima in Italia e poi all'estero, questa ondata di successo che mi ha squilibrato profondamente, mi ha messo nei panni di qualcuno che non sono io».

Un dialogo intenso, che corre sul filo della memoria; il racconto si interrompe all’altezza della cattura e dell’internamento a Fossoli, non oltre. Non ci sono riferimenti al periodo passato ad Auschwitz, solo qualche accenno alle esperienze lavorative subito dopo la guerra, null’altro. La conversazione fu infatti interrotta dalla morte improvvisa dell’autore, nell’aprile 1987.
La cittadinanza è invitata a partecipare.




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