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lunedì 27 agosto 2012

ANGELUCCI "ACCORPAMENTO PROVINCE NON PRODURRA' RISPARMIO"


SULMONA -  "In pochi sanno e molti omettono (artatamente) che dall’accorpamento delle province non deriva nemmeno un centesimo di Euro di risparmio" Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio comunale di Sulmona, Nicola Angelucci che, dopo aver esposto il suo punto di vista e le problematiche conseguenti, ricorda l'esistenza al momento di gravi problemi nel nostro territorio e il rischio dell'arrivo di un commissario al Comune. Con l'accorpamento  "come dimostrato dagli organi tecnici, non se ne guadagna nulla, infatti oltre a non produrre nemmeno un
cent di risparmio" sarà costosissimo. "Ci saranno da trasferire 56.000 dipendenti ad altri enti, da passare milioni di contratti (tra utenze, appalti, servizi), da trasferire immobili (in prevalenza scuole), insomma da aprire una quantità immane di negozi giuridici. Il Governo sogna, però di poter trasferire con un solo tratto di penna il 90% delle competenze delle province ai comuni e/o mettendo in moto un meccanismo di ridefinizione dei territori, argomento ghiotto, ma specioso, in mano alla Politica.
Il rischio, anzi la certezza" continua nella nota Angelucci "è che i Comuni si troveranno sul groppone nuove incombenze, senza nemmeno adeguati finanziamenti per portare avanti i servizi. Infatti, “l’accorpamento” viene realizzato mentre ai comuni si sottraggono tra 2012 e 2013 ulteriori 2,5 miliardi e alle province 1,5 miliardi: impossibile, dunque, che le funzioni trasferite dalle province ai comuni si portino in eredità il quantitativo di denaro sufficiente per continuare ad offrire ai Cittadini servizi in maniera decorosa.

Alla luce di questo scenario Nazionale, la politica locale si esercita in ipotesi anche condivisibili come l’idea di annessione della Valle Peligna con Pescara e lo ha fatto con una proposta di Donato Di Cesare a mezzo stampa, ma che in questo momento è un mero esercizio che serve a spaziare e dimenticare di quanto siano gravi i nostri problemi e di come questo territorio debole e litigioso sia stato apparentemente dimenticato ma inverosimilmente “scambiato” a tavolino dalla politica degli ultimi anni, per capirci quella dove i cittadini non ti devono votare, per capirci ancora meglio quella politica che a Roma vota la fiducia a Monti e fin qui non c’è nulla di strano, ma poi sul territorio è costretta a sostenere in prima fila le battaglie di Pirro, oggetto già di “fiducia” (metanodotto, Tribunale etc etc). E’ un sistema che non funziona e va cambiato, speriamo con primarie e preferenza, per ridare fiducia e credibilità ad una politica, oggi fortemente contestata. E allora per ancora una volta ci concentriamo su un problema quasi simile che ha tenuto banco per anni: la provincia di Sulmona, ma a quei tempi almeno l’ospedale funzionava, il Tribunale non vacillava, l’Agenzie delle entrate c’era, di Centrale e metanodotti non se ne parlava. La domanda che rivolgo a noi tutti è sempre la stessa: ma abbiamo quella forza politica trasversale, condizione oggi più che mai indispensabile e comunque da ricercare, per decidere cosa fare in un momento in cui l’Abruzzo sarà ridisegnato? E mentre noi ci dilettiamo e ci dilunghiamo nell’esercizio massimo, in attesa che qualcuno, forse, prenda un’iniziativa politica seria, in altri luoghi, dove la Politica funziona meglio, stanno già pensando ad un’alleanza a 3; Pescara, Chieti e Teramo per 1 milione di abitanti, lavorando su un’ipotesi di provincia Appennino-adriatica o cercano soluzioni alternative per non perdere il ruolo di Provincia, vedi Pescara. Il 31 Ottobre scadrà il termine entro il quale regione Abruzzo e Consiglio delle Autonomie Locali, purtroppo Ente quest’ultimo nel quale Sulmona non esprime il rappresentante, consegneranno la proposta ufficialmente, per poi attendere le decisioni del Governo. E intanto a Sulmona aleggia l’ipotesi del 3° Commissario, circostanza che la politica deve assolutamente evitare fino a trovare soluzioni, magari ieri impensabili, mentre a Scanno è già arrivato.


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