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giovedì 26 gennaio 2012

STOP DEI TIR METTE IN GINOCCHIO ANCHE LA VALLE PELIGNA

SULMONA – Scaffali vuoti, negozi e supermercati carenti di frutta e verdura proveniente dal Sud Italia, pescherie chiuse. E’ allarme anche nel commercio della valle Peligna che fa i conti con la forza d’urto delle proteste di Tir e pescatori. Lo stop dei tre giorni sta mettendo in ginocchio l’economia del centro Abruzzo, si salva solo chi punta sui prodotti locali. Si registra l’80% i rifornimenti in meno. Se in alcuni noti supermercati a Sulmona spuntano tra i prodotti cartelli di “scuse” per le magre scorte a causa degli scioperi, come
sta accadendo in tutto il territorio provinciale, in altri si tenta di “tirare” con la produzione locale, come ci hanno raccontato alcuni fruttivendoli. Ortaggi, pomodori, zucchine, arance e carciofi sono i maggiori assenti nelle cassette che restano vuote anche nel mercato di piazza Garibaldi a Sulmona.
 “Da martedi ad oggi è un dramma, ma nonostante i disagi e le difficoltà economiche che stiamo affrontando protestare è giusto per far sentire la voce della sofferenza di tutti” ha affermato un giovane proprietario di una frutteria in città. Abbassano le saracinesche le pescherie, che hanno affisso cartelli (foto) “causa sciopero pescatori”. Farina, frutta, cassette d’acqua, prodotti confezionati, scatolame mancano all’appello anche nei maggiori discount sulmonesi, senza contare, poi, i beni di prima necessità, come olio, pane, zucchero, di cui si fa incetta in preda all’ansia del fare scorta. Merce, però, facilmente reperibile nei negozi.  
Ancora a secco alcuni distributori in paesi limitrofi, come Raiano, nonostante le aree di servizio, che nei giorni scorsi erano state prese d’assalto, siano state rifornite e presentano oggi regolare funzionamento.
La conferma delle gravissime perdite che l'agricoltura sta subendo dallo sciopero degli autotrasportatori arriva dai dati raccolti da Confagricoltura nel settore della distribuzione: si stima che, a livello nazionale, venga consegnato ai punti vendita della GDO circa il 60% del quantitativo medio abituale di prodotti deperibili, come carne, ortofrutta, formaggi. 
In altre parole un calo del 40% dovuto ai blocchi stradali di questi giorni, che impedivano agli agricoltori di trasferire le loro produzioni dalle aziende ai mercati e, in molti casi, anche alle aree di stoccaggio dotate di celle frigorifere.  Mancate vendite e mancati guadagni che si ripercuotono direttamente sulle imprese agricole, la cui produzione sta deperendo fino a dover essere distrutta, oltretutto con gravi problemi e costi di smaltimento. 
Inoltre, a causa di questa situazione, sono sospese molte attivita' che impegnano manodopera stagionale, come la maggior parte delle operazioni di raccolta. Un fatto che ha gravi ripercussioni sui lavoratori: Confagricoltura infatti stima che, dall'inizio dei blocco dei Tir, la perdita complessiva superi le 500 mila giornate di lavoro, pari a 30 milioni di euro di retribuzione, piu' di 3 milioni al giorno. g.s.


pescheria chiusa
Il comitato “punto nascita” in una nota sollecita i consumatori e le famiglie affinchè si presti attenzione ( nel caso non esiti a segnalazioni) ad eventuali rincari sui prezzi dei prodotti nei supermercati, in special modo, nel settore ortofrutticolo. “Gli aumenti indiscriminati dei costi di questi prodotti non sono giustificati e occorre evitare che vengano messe in atto forme di speculazioni legate alla protesta che è in corso, a livello nazionale, relativamente ai blocchi dei Tir”




Sciopero Tir, Sevel Atessa: stop produzione ducato
Terzo giorno di blocco totale della produzione alla Sevel di Atessa (Chieti), l'azienda del gruppo Fiat che produce i furgoni Ducato in Val di Sangro. L'azienda ha comunicato lo stop anche per il turno di questo pomeriggio e con ogni probabilita' il blocco interessera' anche il turno notturno per lo sciopero dei Tir ancora in corso lungo la Fondovalle Sangro. Sono ancora una ventina i mezzi pesanti fermi sul ciglio della statale 652 che impediscono alla Sevel, il piu' grande stabilimento d'Europa per produzione di veicoli commerciali leggeri, di riavviare la produzione dei furgoni Ducato per le mancate consegne di alcuni pezzi fondamentali: finora sono circa 3.000 i furgoni non prodotti dall'inizio dello sciopero dei Tir che ha bloccato le consegne nella zona industriale metalmeccanica piu' grande del centro sud. Lo stabilimento di Atessa e' quello che nella galassia Fiat in Italia produce piu' pezzi al giorno, circa 1.000 furgoni sui 4.200 pezzi complessivi che quotidianamente escono dalle fabbriche italiane che fanno capo al Lingotto di Torino.

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