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mercoledì 17 agosto 2011

NO ALL'ACCORPAMENTO DEI PICCOLI COMUNI

SECINARO - Il presidente della Comunità Montana Sirentina Luigi Fasciani interviene sull’accorpamento dei piccoli comuni."Si resta allibiti di fronte al fittizio risparmio tanto ventilato e che potrebbe derivare dalla legge sull’accorpamento dei piccoli comuni, sotto i mille abitanti"afferma Fasciani. "Una confusione giuridica trasversale, fra governo ed opposizione, che serve solo a gettare fumo negli occhi.Gli amministratori dei piccoli comuni non percepiscono alcuna indennità! di quali poltrone parla, dunque,  il ministro Calderoli? E’ solo un bluff numerico per ingannare gli italiani e difendere l’autentica casta dei potenti.Vengono colpiti, in modo vile, proprio i territori più deboli, secondo la filosofia “Dell’essere forti con i deboli e deboli con i forti”.

Si torna indietro nella storia italiana, rintroducendo di fatto, per la maggioranza dei comuni abruzzesi, la figura del potestà, tanto in auge nel ventennio fascista! Giustificando il tutto come fosse un volere dell’Europa. E’ veramente da illusionisti questa “uscita dal cilindro” dei nostri governanti e parlamentari. Questa legge è la condanna a morte definitiva delle aree interne abruzzesi sotto tutti i profili. L’Abruzzo interno sarà sempre più abbandonato a se stesso, con uno Stato percepito sempre più lontano e nemico. In tal modo verrà sempre meno quel presidio contro il degrado per la tutela ambientale e a favore di una politica di prevenzione contro i rischi ai quali sono esposti i territori montani: dagli incendi boschivi, al rischio sismico, ai dissesti idrogeologici.Secondo una stima dell’Associazione Nazionale Piccoli comuni www.anpci.it il risparmio ipotetico che potrebbe derivare da questa legge riferita all’accorpamento dei piccoli comuni a livello nazionale risulterebbe, all’incirca, pari al costo annuo di due deputati. E’ una vergogna! Tale decreto va assolutamente rigettato o almeno modificato.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

""" Questa legge è la condanna a morte definitiva delle aree interne abruzzesi sotto tutti i profili. """

Una visione catastrofica che cozza con realtà già sperimentate e per niente rinnegate anzi. Se si chiede ad un abitante di Pganica dove abita, pur essendo ricompreso nel comune di L'Aquila, esso risponde a Pganica via xzc n° 12345; A Sulmona per giorni c'è stata una polemica circa la coincidenza fra la Sagra della Zampanella che si svolge nelle frazione Marane e una serata con il complesso di Nek che si terrà ain Sulmona città; Ebbene alla fine l'ha spuntata la Zampanella maranese pur essendo il sindaco di quella frazione il dott. Federico sindaco di Sulmona: Inoltre se chiedete ad un Maranese di dove sia risponderà come quello di Pganica: Sò delle Marane.
Perciò, passando il decreto, nella nostra valle Subequana si avrà la sede dell'unico consiglio comunale e dell'unica a giunta nel paese X e, come adesso con la C.M. Sirentina, ogni paese sarà rappresentato POLITICAMENTE in
quella sede. Il capo di questo ente nato dall'accorpamento non si chiamerà più probabilmente presidente ma SINDACO o qualcosa simile. E tutto il resto sarà come è oggi, con tutti i servizi ( i pochi rimasti ) gestiti dalla C.M. ; Ci saranno tanti amici che non dovranno più impegnarsi per raccattare degli inutili voti per una oramai inutile funzione. Le vicende del fiume Aterno e della strada SS5 l'hanno abbondandmente dimostrato. Un solo rammarico... se dagli anni 90 si fosse pensato ad utilizzare la legge 142/90 avremmo avuto incentivi economici e fiscali per almeno 10 anni.... acqua passata purtroppo non macina più.

Anonimo ha detto...

dopotutto da ciò che scrivi non sei poi tanto anonimo visto il continuo astio verso le piccole realtà locali e comunque non solo la L.142/90 dava incentivi, anche il D.L.vo 267/00 li concedeva e continua a concederli. Amelio

CENTROABRUZZONEWS

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