COMUNICATO S.E.T. SULMONA E TERRITORIO
150° al Comune: per la Brigata Majella non c’è posto.Spesso vorremmo non trovarci nella condizione di dover fare osservazioni e interventi, scrivere lettere aperte o muovere critiche sulle manchevolezze dell’amministrazione comunale sulmonese.Men che meno in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, data in cui per amor di patria e per rispetto della solennità della ricorrenza qualsiasi italiano che ha a cuore il decoro del proprio Paese si astiene dal sollevare polemiche.Crediamo però che l’offesa e la scortesia arrecata ai partigiani e patrioti, reduci della Brigata Majella, sia cosa talmente assurda da non poter essere sottaciuta.Nella Sala Consiliare di palazzo San Francesco, gremita di cittadini ed autorità, il 17 marzo siamo accorsi per ribadire concreatamente, con la presenza fisica, l’adesione ad un idea e ad un’identità che è l’Italia, oltre qualsiasi opinione personale e politica, oltre qualsiasi differenza di vedute con gli altri concittadini.L’auspicio era quello di celebrare degnamente la storia ed i simboli di questa nostra storia comune.Purtroppo la delusione, cocente, è arrivata subito: nel folto parterre di autorità c’è stato posto per tutti, perfino per quelle autorità ecclesiastiche che, certamente, non sono state il lievito né del Risorgimento, né della lotta antifascista e della Resistenza che ha generato la Repubblica. Eppure erano giustamente presenti in nome ed in rispetto dello spirito concordatario.Tutti hanno avuto il posticino riservato, tranne i rappresentanti della nostra, e sottolineiamo nostra, Brigata Partigiana.Questa grossolana mancanza ha reso penosamente retorica, menomandone lo spirito, una cerimonia che invece doveva essere il punto più alto dell’unità dei sulmonesi in nome della Patria.Invitiamo quindi il Sindaco di Sulmona ed il Presidente del Consiglio Comunale a riflettere sulla circostanza.Purtroppo noi in Abruzzo non abbiamo avuto le foibe, abbiamo avuto solo i partigiani della Brigata. Scusate se è poco.Spero anche che le scuse di tutti, maggioranza ed opposizione, vengano fatte a Malvestuto e agli altri reduci, per un comportamento che vogliamo ritenere attribuibile ad un “buco” nel cerimoniale.Sarebbe un grande gesto di riconciliazione ed umiltà.
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