L'AQUILA - "La Seconda Commissione "Territorio, Ambiente e Infrastrutture" del Consiglio regionale ha approvato all'unanimità la mozione presentata dal vicepresidente dell'organismo, Antonio Di Marco, che impegna la Regione a predisporre un Piano straordinario regionale per la realizzazione di invasi e bacini idrici in quota, con finalità di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi. La mozione era stata presentata da Di Marco lo scorso agosto, nel pieno dell'emergenza incendi che ha interessato il Monte Morrone. La proposta prevede un Piano regionale degli invasi e dei bacini in quota, partendo dalla mappatura delle risorse idriche esistenti, dall'individuazione delle aree più esposte al rischio incendi e dalla verifica della possibilità di recuperare e adeguare strutture già presenti e guarda anche a un utilizzo multifunzionale di queste risorse, con tre obiettivi concreti: avere riserve idriche a disposizione per fronteggiare gli incendi, come quelli che hanno colpito il territorio questa estate; utilizzare, dove possibile, queste risorse per l'innevamento programmato, contribuendo alla sostenibilità delle attività della montagna; creare punti di abbeveraggio per gli allevamenti che operano in alta quota, sostenendo le attività agricole e zootecniche che presidiano il territorio.
"Ringrazio tutti i colleghi commissari per aver condiviso e approvato all'unanimità una proposta che nasce dalla necessità difare in modo che quello che abbiamo vissuto quest'estate non si ripeta - dichiara Di Marco - . Il Morrone ci ha ricordato in maniera drammatica quanto sia difficile intervenire quando un incendio raggiunge aree montane impervie e quanto siano importanti la rapidità e la disponibilità di acqua nelle vicinanze dei fronti di fuoco. Ma non possiamo ragionare sulla prevenzione soltanto quando le fiamme sono già divampate. Dobbiamo farlo nei mesi in cui l'emergenza è finita, quando abbiamo il tempo e il dovere di programmare. La proposta approvata dalla Commissione prevede che la Regione predisponga, entro 90 giorni dall'approvazione della mozione in Consiglio regionale, un Piano straordinario degli invasi e dei bacini idrici in quota, partendo dalla mappatura dei punti di approvvigionamento esistenti e dall'individuazione delle aree prioritarie in relazione al rischio incendi e alle esigenze della Protezione civile". L'atto che sarà sottoposto ora al Consiglio regionale indica inoltre la necessità di valutare il recupero e l'adeguamento degli invasi già esistenti e di individuare risorse regionali, nazionali ed europee per finanziare gli interventi ed è stata approvata riportando i seguenti emendamenti che prevedono inoltre: tempi certi di attuazione per la piena operatività del Piano in vista dell'avvio della prossima campagna Antincendio Boschivo (AIB); l'istituzione di un Tavolo Tecnico dedicato: previsto un tavolo di coordinamento e lavoro operativo che vedrà sedere insieme l'Agenzia regionale della Protezione Civile, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e il Comando dei Carabinieri Forestali; l'ampliamento della multifunzionalità degli invasi: la destinazione dei bacini in quota viene estesa, oltre che all'innevamento programmato delle stazioni sciistiche, anche al sostegno strategico dell'approvvigionamento idrico per gli allevamenti in quota e le attività zootecniche montane.
"Non stiamo parlando semplicemente di costruire nuovi bacini - precisa - . Stiamo proponendo una strategia regionale: mappare ciò che già esiste, individuare i territori più esposti, verificare dove servono nuovi invasi, studiare la fattibilità degli interventi e mettere insieme le risorse disponibili. E soprattutto costruire un coordinamento vero con il tavolo tecnico tra Regione, Protezione civile, Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali e Comuni, perché la tutela del territorio non può essere lasciata sulle spalle delle sole amministrazioni locali. Una risorsa idrica in quota può essere uno strumento di protezione civile, ma anche un'infrastruttura fondamentale per la tenuta socio-economica e la gestione complessiva della nostra montagna - conclude - . È questa la logica con cui dobbiamo guardare al futuro: investimenti che abbiano più funzioni e che rafforzino la sicurezza e l'economia dei nostri territori. Secondo i dati riportati dal Piano regionale AIB 2026-2028, gli incendi di maggiore estensione rappresentano una quota minoritaria degli eventi, ma interessano una parte significativa delle superfici percorse dal fuoco. Lo stesso Piano individua tra i punti idrici idonei al rifornimento dei velivoli ad ala rotante anche gli invasi, comprese le strutture di limitata capacità."In Abruzzo abbiamo 149 Comuni classificati a rischio alto o medio-alto di incendi conclude Di Marco - . È un dato che impone di cambiare prospettiva. Spegnere le fiamme è un dovere e continueremo a farlo, ma la vera sfida è arrivare prima: prima che il fuoco diventi emergenza, prima che raggiunga i territori più difficili da proteggere, prima che il costo ambientale, sociale ed economico diventi incalcolabile. La prevenzione deve diventare una politica strutturale della Regione".
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