Tuttavia, come organizzazioni sindacali non possiamo slegare questo successo territoriale da una crisi sistemica ed emergenziale che sta investendo l'intero comparto a livello nazionale. Il pacchetto di scioperi che in queste ore sta interessando i call center in outsourcing (CRM/BPO) in tutta Italia, con un'alta adesione non rappresenta affatto una protesta preconcetta contro la tecnologia, bensì una battaglia di civiltà per la difesa del lavoro umano.
L'Intelligenza Artificiale non può diventare una "licenza di licenziamento".
L’introduzione dell'IA non può ridursi a una mera operazione di riduzione dei costi.
Un'automazione senza regole rischia di desertificare il tessuto occupazionale nazionale e, in particolare, quello della Provincia di L'Aquila, dove il settore dei call center impiega oltre 2.500 lavoratrici e lavoratori. Questo comparto, caratterizzato da un'altissima percentuale di occupazione femminile e contratti part-time, opera in un contesto economico già fragile, in cui queste realtà rappresentano l'unico vero presidio contro la disoccupazione.
È urgente governare la transizione tecnologica per rimettere al centro il valore del lavoro umano".
Slc-Cgil Provincia di L’Aquila
Ugl Telecomunicazioni Provincia di L’Aquila

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