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sabato 2 maggio 2026
SANITÀ SENZA GOVERNO: LA ASL DI PESCARA ANCORA PRIVA DELL'ATTO AZIENDALE. DI MARCO: "COME SI GARANTISCONO I SERVIZI SENZA UNA BUSSOLA?"
PESCARA - "Perché la sanità non funziona. Provo a dare una risposta. Da mesi chiedo di poter prendere visione dell'Atto Aziendale della ASL di Pescara, un documento di diritto privato adottato dal Direttore Generale, che definisce organizzazione, funzionamento e struttura interna dell'Azienda, in altre parole: la bussola. Quella che serve a pianificare attività, obiettivi di salute, strutture operative e gestione delle risorse. Per mesi, silenzio. Poi, finalmente, arriva un riscontro, firmato dal Direttore Generale che, più che chiarire, lascia francamente allibiti: l'Atto Aziendale è ancora "in corso di elaborazione". Cioè: la ASL di Pescara, oggi, opera senza lo strumento fondamentale che dovrebbe definirne assetto e direzione, perché lo sta scrivendo, questo ci si scrive", così il consigliere regionale Antonio Di Marco. "Mi chiedo: come si organizza il lavoro e si garantiscono servizi efficienti senza una bussola? E soprattutto, come si assumono decisioni che riguardano ospedali, territori, personale, senza un atto che ne definisca il quadro? – sottolinea - Forse è anche per questo che assistiamo a ridimensionamenti come quello in atto a Popoli e in altri presìdi dell'entroterra: scelte che incidono profondamente sulle comunità, ma che sembrano muoversi senza una cornice chiara? Oppure, viene il dubbio, quelle scelte sono già scritte altrove, e l'Atto Aziendale tarda proprio per questo? Nel frattempo, resta aperta anche la questione delle valutazioni del dirigente, con una diatriba mai chiarita su chi debba valutare il vertice tra ASR e Ruas. Un'incertezza che finisce per congelare tutto e tutelare lo status quo. Uno status quo che produce anche cortocircuiti istituzionali evidenti: una ASL che arriva a fare causa a chi la governa, com'è accaduto proprio a Pescara. Intanto il pronto soccorso continua a soffrire di attese e problemi, i diritti del personale vengono spesso disattesi, la sanità territoriale viene costretta a sopperire a scelte di cui si conoscono gli effetti, ma si ignora l'origine. Mentre a pagare costi economici e sociali di questa situazione restano sempre i territori, i lavoratori della sanità e i cittadini".
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