Di norma si dovrebbe guardare a chi sta meglio, non a chi sta peggio. Ma se proprio si vogliono fare paragoni semplicistici, ricordiamo che persino in Molise, Regione sottoposta a commissariamento, i medici di medicina generale attraverso la sottoscrizione dell'AIR percepiscono importi superiori rispetto a quelli che la Regione Abruzzo vorrebbe prevedere.
Inoltre, un Accordo Integrativo Regionale non può limitarsi alla sola parte economica: deve necessariamente definire anche l’organizzazione del lavoro. Per questo, insieme a una proposta economica sostenibile, abbiamo presentato una proposta organizzativa concreta, che declinava il ruolo e le modalità operative dei medici di medicina generale all’interno delle AFT e delle Case di Comunità, affinché queste ultime non restino — nonostante i tanti tagli dei nastri sbandierati — strutture prive di contenuti reali.
La proposta avanzata in prima battuta dalla Regione, invece, appariva come una scatola vuota: priva di una reale progettualità organizzativa e orientata quasi esclusivamente alla chiusura degli NCP, con un’impostazione che abbiamo percepito come provocatoria e vessatoria nei confronti dei medici di medicina generale.
Abbiamo comunque lavorato con alcuni funzionari regionali che hanno dimostrato apertura e disponibilità al confronto. Ma è bene chiarirlo: il lavoro si è sviluppato sulle proposte sindacali, non su una vera proposta organica della Regione.
Per tali motivi riteniamo sconcertante la dichiarazione dell’assessore Verì, arrivata peraltro subito dopo l’incontro con la delegazione ricevuta nel corso della manifestazione, durante il quale era stata espressa la volontà di riaprire il tavolo delle trattative. Una dichiarazione che contiene affermazioni non rispondenti al vero: non sappiamo se consapevolmente diffuse come tali o acquisite senza un’adeguata verifica. In entrambi i casi, si tratta di un fatto grave, ancor più per chi guida un assessorato così importante come quello alla Sanità".
D.ssa Tullia Tomassetti
Consigliere FIMMG prov. AQ

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