Perché allora si spendono 2 miliardi e 500 milioni di euro per costruire una infrastruttura della quale lo stesso Governo riconosce l’inutilità? Esclusivamente per il profitto della Snam che, anche se nei tubi non passerà neppure un metro cubo di gas, avrà comunque garantito sia l’ammortamento dell’intera opera che un utile fisso annuo. A pagarne il costo saranno i cittadini italiani attraverso l’aumento della bolletta energetica per i prossimi 50 anni. E questo mentre dovremmo abbandonare da subito le fonti fossili causa di guerre e disastri climatici.
Non è la prima volta che entriamo nel cantiere di Case Pente. Siamo entrati con striscioni e cartelli; abbiamo distribuito volantini agli operai e ci siamo anche incatenati all’ingresso del cantiere. Ma la Snam continua tenere un comportamento molto strano: non ci denuncia. Come mai? Eppure, lungo tutta la recinzione del cantiere di ben 15 ettari, circondato da telecamere, i cartelli parlano chiaro: “E’ vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori”. Forse gli ambientalisti godono di uno speciale lasciapassare che noi non conosciamo?
Oppure sarà che la Snam, portandoci in tribunale, teme che possano emergere in quella sede le illegalità e la distruzione del nostro patrimonio ambientale e archeologico? Che si parli finalmente di un cantiere aperto senza adempiere a tutte le prescrizioni ante operam previste per legge e che continua ad andare avanti con una autorizzazione decaduta? Che si parli della soppressione di un importante corridoio faunistico dell’Orso bruno marsicano? Che si parli dell’abbattimento illegale di centinaia di alberi di ulivo? Oppure di gravi crimini culturali qual è il seppellimento, sotto tonnellate di cemento e acciaio della centrale, di un villaggio risalente all’Età del Bronzo e di una strada glareata di epoca romana? La parola alla Snam. Oppure, se preferisce, faccia ricorso alla carta bollata. Non abbiamo paura. L’occupatore abusivo è la Snam. Noi stiamo difendendo il territorio in cui siamo nati e in cui vogliamo che continuino a vivere quanti verranno dopo di noi".
p. Coordinamento Per il clima Fuori dal fossile
Mario Pizzola
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