ROMA - "Ieri, 2 aprile 2026, presso la sede del “Movimento 5 Stelle” in Via di Campo Marzio, si è svolto un incontro istituzionale dedicato alla riforma della sanità militare, alla presenza di parlamentari delle Commissioni Affari Sociali e Difesa della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, gli Onorevoli Marianna Ricciardi, Sergio Costa Vicepresidente della Camera, il Senatore Bruno Marton e l’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.Per il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari, erano presenti il Presidente Nazionale Antonello Arabia e il Presidente Regionale Lazio Francesco Azzarello.Nel corso dell’incontro sono emerse numerose criticità in merito alla riforma della sanità militare, a partire dal coinvolgimento tardivo delle A.P.C.S.M. (Associazioni Professionali a Carattere Sindacale Militare), fino alla mancata convocazione in audizione di diverse sigle sindacali, tra cui il S.U.M., con conseguente assenza di un reale spazio di confronto e di proposta su un tema di così grande rilevanza.
Il Presidente Arabia, nel corso del suo intervento, ha espresso formale contrarietà alla riforma, definita un evergreen, riproposta per decenni e mai realizzata, che solo oggi trova la luce. “Si tratta - ha proseguito Arabia – della creazione surrettizia di un Corpo logistico elevato al rango di Forza Armata. Una conferma di volontà di questo Governo di imporre e non condividere queste riforme. Non ultima, l’annunciata riforma delle Forze Armate da parte del Ministro Crosetto, la cui bozza preliminare non è ancora stata presentata, ma le indiscrezioni non sono delle più rosee, in quanto in nome della fantomatica specificità si vogliono erodere i diritti costituzionalmente riconosciuti ai nostri minori e ai nostri disabili, per intenderci, i benefici della legge 104 e art. 42 bis”.
Su questi importanti temi e sui decreti attuativi della riforma della sanità il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari – è pronto a contribuire attraverso anche incontri periodici con le forze politiche disposte ad approfondire.
Sono stati poi affrontati altri temi centrali, quali la possibilità di esercizio della professione sanitaria anche per il personale militare (infermieri, tecnici e altre figure a elevata connotazione specialistica), la necessità di prevedere forme di valorizzazione economica per il personale impiegato in ambiti ad alta specializzazione (es. rianimazione), analogamente a quanto avviene nel sistema sanitario civile. l’apertura delle opportunità professionali anche ai ruoli di sottufficiali e graduati, le prospettive legate alla creazione di una “nuova Forza Armata” con impiego interforze del personale e le incertezze sull’impiego futuro del personale interessato dalla stessa riforma.
Nel corso dell’incontro sono state altresì segnalate preoccupazioni in merito a possibili modifiche peggiorative della normativa sulle A.P.C.S.M. (c.d. “legge Corda”), ritenute urgenti e meritevoli di un confronto ampio e condiviso.
A margine dei lavori, il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari – ha consegnato ai parlamentari presenti una proposta di legge sulla specificità militare e una proposta sull’introduzione del coworking nelle Forze Armate, quale contributo concreto e costruttivo al dibattito in corso.
“Questa riforma, per come è stata impostata, presenta numerose criticità – ha dichiarato il Presidente Azzarello – tuttavia, ha avuto almeno il merito di compattare tutte le sigle sindacali, che stanno esprimendo una posizione comune di forte contrarietà.”
Il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari – continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della riforma, ribadendo la necessità di un reale coinvolgimento delle rappresentanze del personale e la tutela dei diritti dei militari e delle loro famiglie. Saranno, infatti, promossi ulteriori momenti di confronto con le Istituzioni per affrontare le numerose problematiche ancora aperte nel comparto Difesa".
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