SULMONA - "Un punto di riferimento che ha accompagnato intere generazioni di pendolari e cittadini sulmonesi che, prima di salire a bordo del treno, si fermavano per acquistare il giornale. Oggi l’edicola della stazione ferroviaria taglia il traguardo dei sessant’anni di vita. Dodici lustri portati benissimo nonostante la crisi del settore dell’editoria che ha costretto Dino Di Loreto, edicolante e la sua famiglia a rivoluzione orari, approcci e abitudini. LA STORIA. Era il 1° aprile del 1966 quando la signora Lucia Marinucci aprì la sua edicola al piazzale della Stazione. Da allora, dopo 50 anni, è ancora lì affianco a suo figlio, Dino Di Loreto, che ha preso le redini dell’attività di famiglia. Sessanta candeline spente fra sacrifici e lavoro, quasi 365 giorni all’anno, in estate o in inverno. Dai primi anni dell’inaugurazione tante cose sono cambiate, come ricorda Di Loreto «Prima qui c’era un via vai di persone dalla mattina alla sera», racconta seduto fra giornali e riviste, «ora le cose sono cambiate e non si vede quasi più nessuno». Il calo di passeggeri e pendolari dei treni e le corse ferroviarie dimezzate negli anni hanno, infatti, ridotto drasticamente la clientela. «Ora è un sacrificio stare qui», racconta il figlio Dino, «ma ci siamo e continuiamo a farlo con la stessa passione di sempre. Certo le spese aumentano e gli incassi diminuiscono, ma non ci scoraggiamo». Da sempre, infatti, la famiglia Di Loreto, soprattutto nei periodi in cui il bar della stazione è rimasto chiuso, ha fatto da presidio al piazzale della stazione. Fino al 2002 l’edicola si trovava all’interno della stazione. Poi si è spostata di qualche decina di metri. RICORDI. “Questa è un’edicola storica, aperta dalla mia famiglia ormai sessant’anni fa. I miei primi ricordi risalgono al 1971, quando qui c’era sempre movimento e rappresentava un punto di riferimento per tutta la città. Nel 1974 eravamo la seconda edicola d’Italia per volume di attività, grazie anche al flusso continuo di abitanti e passeggeri della stazione: qui passavano tutti, ed era sempre pieno”- ricorda Di Loreto con grande emozione. Non mancano gli aneddoti. Nel 1992 l’edicolante ha ricevuto il Premio Gazzetta in occasione del Giro d’Italia, come miglior edicola. Poi è arrivata la crisi dell’editoria e tutto è cambiato. “Un tempo l’edicola non era solo un punto vendita, ma un vero luogo di aggregazione, dove le persone si incontravano ogni giorno. Anche nei momenti difficili ha continuato a svolgere questo ruolo”- continua Di Loreto, tornando agli anni difficili del post sisma. Nel 2009 quell’edicola per lui e la madre era diventata una sorta di casa-rifugio fino alla collocazione in albergo. Entrambi avevano perso la casa dichiarata inagibile. “Dopo il terremoto, per 55 giorni, è stata un rifugio per il territorio e per la comunità. Ancora oggi sto sistemando casa per le conseguenze di quel periodo”. Nel 2024, con i lavori di riqualificazione della stazione ferroviaria, l’edicola ha rischiato di essere delocalizzata. Ipotesi fortunatamente accantonata. “Ci avevano proposto di spostarla, ma non è stato possibile: si è scelto di non intervenire sulla struttura perché è coibentata, quindi molto delicata. Alla fine è rimasta sempre qui, senza perdere la sua identità”- conclude Di Loreto che abbassa la saracinesca alle dodici. Orari ridotti legati alla crisi e alla rivoluzione digitale. Ma quell’edicola resta un monumento per tanti viaggiatori e per tutti i sulmonesi".
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