"Gobetti eredita da loro non solo una vocazione, ma un metodo" ha spiegato Polito. Passando dal "meridionalismo dei padri" a quello degli eredi (come Guido Dorso e Tommaso Fiore), Gobetti trasforma la questione meridionale da problema geografico o tecnico a questione eminentemente politica. Il cuore del pensiero gobettiano, secondo Polito, risiede nel meridionalismo dal basso: non l'attesa di provvidenze governative o assistenzialismo, ma l'organizzazione delle "energie meridionali" che si attivano autonomamente nel proprio territorio.
A conclusione della rassegna, Mariachiara Guerra, promotrice dell'iniziativa e figlia di Peppe Guerra (che già negli anni '50 aveva fondato un circolo Gobetti a Sulmona), ha tracciato un bilancio:
Rinascita e Futuro: "Questa non è una nascita ma una rinascita. Nel 2026 ci è sembrato fondamentale dedicare il circolo non solo a Piero Gobetti, ma anche ad Ada Prospero, intellettuale di eguale statura, per una prospettiva che nel 2028 ci porterà a lavorare specificamente sulle questioni di genere".
Memoria Viva: I locali del circolo ospitano cimeli, manifesti del Partito Socialista e oggetti personali di Peppe Guerra, testimonianza di un amore profondo per la cultura e per il territorio sulmonese.
Protagonismo Giovanile: "Dalle proposte dei ragazzi è emerso un forte bisogno di spazi di discussione. Vogliamo che questo circolo non sia una scatola vuota, ma il luogo dove si fa, come diceva Gobetti, la 'cultura dell'iniziativa'".
Il legame tra Torino e Sulmona si consolida: la collaborazione con il Centro Studi Gobetti proseguirà nel prossimo biennio con nuove ricerche sulla questione meridionale (2027) e sulla prospettiva di genere (2028), mantenendo fede all'obiettivo di trasformare la provincia in un centro pulsante di cultura europea".
Nessun commento:
Posta un commento