La conferenza stampa si è svolta in un luogo simbolico della memoria cittadina, scelto per ricordare il valore della democrazia e del diritto al voto, e per sottolineare l’importanza di questo ritorno alle urne per la città di Pescara.
Nel suo intervento, il segretario regionale dei Giovani Democratici Saverio Gileno ha richiamato anche la situazione internazionale e la necessità di una chiara posizione europea per la pace.
«L’attacco condotto dagli Stati Uniti e dallo Stato d’Israele contro l’Iran costituisce un’azione unilaterale e dannosa per la stabilità del Medio Oriente. Sebbene le nostre posizioni siano da sempre avverse al regime teocratico di Teheran e pienamente solidali con tutti gli iraniani che auspicano un futuro diverso per il loro Paese, non riteniamo che questo sia il modo più giusto per aiutarli. La storia ha insegnato più volte a cosa portano tentativi di cambi di regime tramite interventi militari avventati e privi di prospettive. Le vaghe e incoerenti dichiarazioni rilasciate dal Presidente degli Stati Uniti Trump, così come l’incertezza circa gli obiettivi di questa operazione, non denotano attenzione per il popolo iraniano né per il suo futuro. Inoltre, la scomposta reazione di Teheran, rivolta contro molti altri attori, regionali e non, estranei all’attacco, rischia di generare un preoccupante allargamento del conflitto. In questo quadro di incertezza e ambiguità, assumono un significato politico rilevante le prese di posizione di alcuni leader europei. La risposta del Presidente del Governo spagnolo Pedro Sánchez, netta nel prendere le distanze dall’azione militare, e soprattutto quella del Presidente francese Emmanuel Macron, che rivendica per la Francia e per l’Europa un ruolo autonomo e responsabile, rappresentano un segnale politico forte. Pur con limiti evidenti, queste posizioni indicano la possibilità di un’Europa capace di affermare una propria linea strategica, fondata sulla diplomazia, sulla deterrenza condivisa e sulla difesa della stabilità internazionale, senza il rischio di essere vincolati alle scelte di Washington».
«Abbiamo scelto di essere qui davanti al muro della Stazione – ha dichiarato Claudio Mastrangelo, candidato consigliere comunale – perché la memoria è il punto da cui ripartire per costruire il futuro della nostra città. Pescara deve tornare ad essere una città aperta, internazionale, capace di guardare al mondo e di valorizzare il suo ruolo nel Mediterraneo e in Europa. Ma questo può avvenire solo partendo dal rispetto della memoria e dei valori democratici che hanno costruito la nostra Repubblica».
«Il ritorno al voto dell’8 e 9 marzo – ha dichiarato il candidato sindaco Carlo Costantini – è un passaggio fondamentale per la città di Pescara. La democrazia è un bene prezioso che va tutelato ogni giorno e che si rafforza attraverso la partecipazione. Tornare alle urne dopo le irregolarità accertate significa riaffermare con forza il valore delle istituzioni e della volontà popolare».
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