ROMA - "Nel question time di mercoledì scorso non ci è sembrato di aver ascoltato una auspicata risposta del ministro sul quesito posto circa il disastro che si sta vivendo in ambito carcerario se non nel punto in cui ha descritto delle opere che saranno o meglio dovrebbero essere realizzate per aprire a nuovi 10.000 posti detentivi in più. Non una parola sull'adeguamento dell'organico di Polizia Penitenziaria cosa che da sola farebbe gridare al disfattismo più assoluto.Eppure gli istituti di pena italiani tra sovraffollamento, disavanzi organici della polizia penitenziaria e strutture che sono troppo fatiscenti per essere definite proprie di uno stato civile quale dovrebbe essere l'Italia, stanno davvero offrendo il peggio di sé e a memoria d'uomo.Un Ordinamento Penitenziario quello italiano molto bello e tra l'altro copiato dalla Spagna.
Un Ordinamento che in terra iberica sta dando frutti fino a qualche tempo fa insperati ma che in Italia è visto applicato solo in minima parte e con tutto ciò che ne consegue in termini di mancata efficacia dello stesso.
Il duo Di Giacomo e Nardella, vertici del Cnpp-spp, uno dei sindacati tra i più rappresentativi della Polizia penitenziaria, farà il punto della situazione visitando alcune carceri abruzzesi tra i quali quelli di Vasto, Pescara e successivamente quello di Sulmona.
Capire cosa stia accadendo oggi nelle patrie galere è fondamentale per stabilire a quale punto sia arrivato il grado di civiltà del popolo italiano.
Tutto questo Di Giacomo e Nardella lo faranno vedendolo con i propri occhi.
-Casa Circondariale Pescara-
A Pescara lo si sa già, la situazione è davvero molto dura.
Ai tanti e risaputi problemi che affliggono il carcere di San Donato, tra l'altro costantemente denunciati nel passato, se ne aggiungono altri e non certo meno importanti che "arricchiscono" il numero di cose che non vanno, che andrebbero affrontate e risolte.
Box sprovvisti di impianto di riscaldamento e condizionamento e finestre rotte che rendono siderali le notti degli agenti fanno da contraltare a olezzi di fogna che obbligano a svolgere il servizio con la finestra aperta rendendo, così, ancora più difficile la vita nei giorni di grande freddo;
mancanza di dispositivi anti aggressione portatili;
scala unica utilizzata da detenuti e agenti e per di più l'unica che risulta comune a più sezioni detentive;
reparto devastato in occasione della rivolta del febbraio 2025, non bonificato dagli effetti dell'incendio;
lo stesso reparto oggetto di invasione di acque reflue fuoriuscenti dai water delle celle e che contribuiscono a rendere il clima altamente insalubre.
Tutte situazioni che stanno minando fortemente la sicurezza e la salubrità di tutti siano essi detenuti che agenti.
Cosa dire dell'articolazione per il trattamento dei malati psichiatrici (l' ATSM la quale, se si esclude la presenza di uno psichiatra ma nel solo mattino, risulta praticamente gestito dal solo personale di Polizia Penitenziaria?
Omettiamo, per via dei dati sensibili che vanno securitati, di parlare della parte riservata alla sicurezza dell'istituto e che saranno debitamente elencati agli addetti ai lavori impiegati nei competenti uffici superiori in un apposito dossier che sarà approntato e loro inviato subito dopo la visita che si effettuerà il primo di Aprile a partire dalle ore 11.00.
-Casa lavoro Vasto-
A Vasto si farà il punto sullo stato in cui versa una casa lavoro che tutto sembra assicurare fuorché la capacità lavorativa che dovrebbe essere propria ma che a quanto pare tale non si dimostra.
La mancanza di fondi e un parco lavoratori troppo falcidiato dalla presenza di un numero eccessivo di malati psichiatrici rendono vano il ricorso al più importante elemento del trattamento intramurario qual è appunto il lavoro.
Qui non ci sarebbero fondi addirittura per assicurare un corretto svolgimento delle videochiamate riservate ai detenuti e solo perché non si riescono a reperire 15.000 euro per l'implementazione di un adeguato sistema operativo.
Qui il personale difetta e molto di sottufficiali tanto da dover rimandare a Maggio (sempre e se arriveranno gli agenti promessi) l'istituzione di un'organizzazione del lavoro fondata su un principio, quello delle unità operative, che tarda ad arrivare pur essendo passati 27 anni dall'avvento dell'ordinamento del Corpo che ne prevede l'istituzione.
Dopo numerose denunce se non altro sono iniziati i lavori per l'implementazione della sala regia e con essa la possibilità data agli agenti di poter rivedere il proprio assetto organizzativo non appena essa entrerà in funzione.
-Casa Reclusione Sulmona-
In un secondo momento sarà la volta della visita che si andrà ad effettuare in un'altra "polveriera" pronta ad esplodere qual è il carcere di Sulmona.
Per descrivere solo in parte quello che sta accadendo nel carcere Peligno riportiamo qui di seguito un messaggio pervenutoci da uno dei tanti agenti costretti a turni estenuanti pur di mantenere in piedi una barca che a causa della grave carenza di organico pronta a inabissarsi:
"....Buongiorno a tutti, ci tengo a dire che la situazione sta sfuggendo di mano... è diventato oramai “normale” fare turni lunghi di 12 ore di lavoro incapaci di riuscire a coinciliare la vita privata con il lavoro...".
Le conseguenze altro non sono secondo noi che il frutto di errate interpretazioni da parte dell'Amministrazione Penitenziaria per ciò che attiene la dotazione organica dell'istituto sulmonese.
Un Decreto ministeriale che a Sulmona prevede 210 unità, senza contare l'apertura del nuovo padiglione che ne dovrebbe aggiungere altre 60 di poliziotti, ma che ad oggi consta di sole 174 unità effettive di cui sole 135 impiegabili giornalmente.
Il tutto a fronte di un numero di detenuti pari a 666(record assoluto per l'istituto peligno).
Nonostante questa immane carenza di organico si continua (cosa davvero incredibile) ad inviare uomini e donne in divisa in missione (e non in distacco ex art. 7 DPR 254/99 per gravi motivi come consentirebbe la legge) presso altri istituti.
La motivazione risiederebbe nel sopperire alla mancanza di personale specializzato (come nel caso del personale matricolista inviato a Pescara, solo per fare un esempio).
Un Nucleo Traduzioni e piantonamenti con sole 13 unità in organico che si "permette" di vedere distaccata una sua unità in quel di Napoli per 3 mesi quando quotidianamente lo stesso Nucleo richiede il contributo in media di 10 alle 15 unità provenienti dallo già scarsissimo organico interno contribuendo, così, a rendere ancor più drammatica la situazione nei reparti detentivi e con tutto ciò che tale situazione determina in fatto di riposi soppressi, turni oltre le 8 ore e necessità continua di chiamare i reperibili.
Ci chiediamo cosa bisogna aspettare ancora per vedere cambiare e in meglio qualcosa sul fronte carcerario?
Appuntamento il 30 Marzo a Vasto e il primo Aprile a Pescara (presso quest'ultima alle ore 12.30 circa si terrà una conferenza stampa tenuta dal segretario generale Cnpp-Spp Aldo Di Giacomo e dal segretario nazionale Mauro Nardella. Nelle visite i due segretari saranno accompagnati dai loro delegati Gianluca Capitano e Fausto Varricchio).
Poi sarà la volta di Sulmona la cui data però è da definire".
Il Segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella
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