Non è più accettabile che burocrazia e inerzia tengano bloccato un intervento che riguarda sicurezza, ambiente e sviluppo del territorio. Qui è in gioco la credibilità delle istituzioni. Parliamo di un'area strategica che rischia di restare inutilizzabile se non si interviene subito. E parliamo di un principio chiaro: chi aveva il dovere di intervenire non può continuare a sottrarsi. Ringrazio invece il Commissario Caterina Di Paolo, il responsabile regionale Dario Ciamponi, il sindaco di Abbateggio Gabriele Di Pierdomenico e l'avvocato Matteo Di Tonno per il contributo e la disponibilità a definire questa vicenda. Ora però serve uno scatto deciso: le condizioni tecniche sono definite, le responsabilità anche. Manca solo la volontà politica. Questa è una battaglia di serietà e rispetto verso il territorio – conclude Di Marco – e va chiusa subito, dando finalmente attuazione a un principio semplice: chi inquina paga e le istituzioni devono garantire sicurezza e risposte certe ai cittadini".
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venerdì 27 marzo 2026
DI MARCO SU EX SAMA: "SULL'IMBOCCO PILONE, LA VERITÀ È NEI NUMERI: SERVONO 1,1 MILIONI. LA REGIONE DEVE MUOVERSI, RISCHIAMO IL FALLIMENTO"
PESCARA - "Su Imbocco Pilone siamo oltre il limite della tollerabilità: una vicenda che si trascina dal 2010, tra contenziosi, stop e ritardi, mentre la messa in sicurezza di un sito sensibile continua a rimanere incompiuta. Dopo 17 anni il tempo degli alibi è finito: ora servono decisioni, risorse e atti concreti", il consigliere regionale Antonio Di Marco interviene sulla situazione delle aree ex SAMA, alla luce anche degli ultimi sviluppi tecnici e amministrativi emersi in Commissione Vigilanza due giorni da."La comunicazione del Commissario ad acta è chiarissima: il primo appalto si è interrotto a seguito di un'interdittiva antimafia e oggi non è più possibile procedere per stralci – riferisce - . Serve una progettazione unitaria e, soprattutto, un finanziamento complessivo che consenta di affidare i lavori in modo definitivo e risolutivo. La cifra stimata è di circa 1,1 milioni di euro: non più 500 mila, ma una copertura piena che permetta di superare criticità tecniche e accelerare le procedure. È esattamente questo il punto politico: senza risorse adeguate non si va da nessuna parte. La Regione Abruzzo deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, anche alla luce della sentenza del Consiglio di Stato che già nel 2010 imponeva di intervenire. Non lo ha fatto allora e non può continuare a rimandare oggi. Ho sollecitato formalmente il Commissario, i dirigenti e gli uffici regionali competenti: ora serve una risposta immediata.
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