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martedì 17 marzo 2026

"CONSULENZE ABRUZZO PROGETTI: NON SI CHIUDE LA STALLA IL GIORNO DOPO CHE I BUOI SONO GIÀ SCAPPATI"

PESCARA - "Le notizie riportate in questi giorni dalla stampa regionale sulle consulenze affidate da Abruzzo Progetti, ente in house della Regione Abruzzo, per circa 5,2 milioni di euro in due anni, e sull’intervento della Corte dei Conti che chiede una stretta, impongono una riflessione seria sul modo in cui viene amministrata la cosa pubblica.Apprendiamo che alcune consulenze sarebbero state affidate il giorno prima dell’approvazione della delibera regionale che introduce, in qualche modo, delle limitazioni o, quanto meno, maggiore accortezza. È la classica storia, ci venga permessa la metafora, della stalla chiusa quando i buoi sono già scappati. Un modo di procedere che, anche solo sul piano dell’opportunità politica e amministrativa, solleva più di una perplessità.
Quando si parla di gestione delle risorse pubbliche, non bastano interventi tardivi o correttivi formali. La pubblica amministrazione deve muoversi nel solco di principi chiari e inderogabili: imparzialità e buon andamento, come impone l’articolo 97 della Costituzione e, quindi, trasparenza amministrativa.
Il punto, però, è anche un altro e riguarda un modello di gestione del personale pubblico o che comunque svolge funzioni pubbliche, che negli anni si è consolidato e che continua a produrre distorsioni. La Pubblica Amministrazione ricorre troppo spesso a forme di collaborazione, incarichi e consulenze che, di fatto, finiscono per aggirare il principio del pubblico concorso, cioè lo strumento costituzionalmente previsto per garantire selezioni aperte, trasparenti e basate sul merito. Spesso si rischia inoltre di creare precari iperqualificati, sostanzialmente insostituibili senza arrecare danno all'azienda e ciò a danno anche della qualità della vita di tali lavoratori.
Negli ultimi anni, abbiamo assistito poi, con crescente frequenza, a concorsi banditi da piccoli comuni, talvolta in piena estate e per uno o due posti, che producono graduatorie poi utilizzate da altri enti tramite lo strumento dell'utilizzo graduatoria (fortunati coloro che partecipano a tali concorsi ...). A questo si aggiungono casi di partecipazione a procedure pubbliche pur in assenza dei requisiti specifici richiesti, come quello di aver maturato 5 anni di carriera come funzionario assunto tramite concorso per i concorsi dirigenziali, dando illegittimamente la possibilità di partecipare a chi era stato reclutato, e quindi aveva maturato tali requisiti, per il tramite del semplice “intuitu personae”.
È un sistema che rischia di indebolire la credibilità delle istituzioni, perché introduce percorsi meno trasparenti e meno selettivi rispetto a quelli che dovrebbero essere propri del concorso pubblico e alimenta il sospetto che la politica utilizzi scorciatoie per gestire il personale della pubblica amministrazione.
Noi pensiamo che serva un cambio di passo.
Servono regole chiare, procedure realmente aperte e una rigorosa programmazione del fabbisogno di personale, evitando scorciatoie e pratiche non cristalline.
Anche se questi temi spesso fanno poca breccia, anche nei cuori delle opposizioni e nel dibattito politico in generale, Sinistra Italiana – AVS non intende abituarsi a questo stato di cose.
Continueremo a chiedere trasparenza, rispetto delle regole e concorsi pubblici veri, perché la pubblica amministrazione non può diventare terreno di opacità diffusa o di selezioni costruite su misura.
L’interesse generale viene prima di tutto ed è da lì che bisogna ripartire per costruire un altro modo di amministrare la cosa pubblica".

- Fabrizio Giustizieri Segretario Provinciale Sinistra Italiana - AVS;
- Pierluigi Iannarelli Segretario Comunale Sinistra Italiana - AVS;
- Lorenzo Rotellini Capogruppo AVS Comune Dell' Aquila 

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