Proprio in questa capacità di tessere legami, la giuria ha rintracciato un’affinità profonda con l’opera di Angelo Pellegrino. Lo scrittore è stato lodato per la sua rara abilità nel sintetizzare i valori del territorio, trasformandoli in una narrazione universale che tocca il cuore dei lettori.
Al centro dell’attenzione sono finite le sue ultime fatiche letterarie pubblicate con la Masciulli Edizioni: il recente “Non appendere il cuore al chiodo” (2024) e l’atteso “In orando nos semper sumus” (2025). Ma il riconoscimento non si ferma alle pagine stampate. Massimo Pasqualone ha voluto sottolineare anche il valore dell’officina creativa di Pellegrino, ovvero quel dialogo costante e diretto che l’autore mantiene sui social, dove spesso anticipa frammenti di opere inedite e sperimentazioni artistiche, dimostrando una vitalità culturale che non conosce soste.
Per il critico Pasqualone e la Giuria, premiare Angelo Pellegrino significa oggi riconoscere il valore di una letteratura che non resta chiusa in una torre d'avorio, ma che sceglie di sporcarsi le mani con l’identità e la bellezza del quotidiano. Con questo premio, la Marsica e l’intero Abruzzo celebrano un autore che ha saputo trasformare la propria voce in un patrimonio collettivo, mantenendo viva l'eredità umana e generosa di Antonio Galasso".
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