In tutto sono 87 le classi interessate da Cosmic School, all’interno delle quali si è lavorato collettivamente sull’elaborazione di contenuti sul tema delle STEM, attraverso raccolte di dati sul campo, sondaggi nelle scuole e altre attività pratiche.
Cosmic School è un percorso educativo volto ad avvicinare studenti e studentesse alle materie STEM (acronimo di Science, Technology, Engineering e Mathematics). È fondato su due tipologie di attività: da un lato formazione e orientamento, dall’altro quelle volte alla costruzione di comunità di apprendimento e pratica. Partecipano per tutto l’anno scolastico in corso scuole abruzzesi (a L’Aquila, Pescara, Teramo, Avezzano, Sulmona, Vasto, Lanciano, Giulianova e Nereto), campane (Pompei) e in Basilicata (Potenza), supportate dall’Ufficio scolastico regionale dell’Abruzzo.
“Il riscontro da parte di ragazzi, ragazze, docenti e genitori è stato positivo. C’è molto interesse rispetto alle attività e ai temi che affrontiamo, sia dal punto di vista della curiosità nell’apprendimento e nella conoscenza, che nella voglia di fare pratica”, afferma Vincenzo Smaldore, direttore dell’area istituzionale della Fondazione Openpolis e responsabile del progetto.
A gennaio riprenderanno gli incontri e aumenterà anche il livello pratico delle attività. L’obiettivo, infatti, è che studenti e studentesse di ogni scuola costruiscano il Cosmic Rays Cube, un rivelatore di raggi cosmici, sotto la direzione di scienziati e scienziate degli enti di ricerca partner. Una sfida ambiziosa che vedrà protagonisti studenti e docenti delle scuole coinvolte dal progetto.
Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità. L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it".
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