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venerdì 28 marzo 2025

"IL RISARCIMENTO PER DANNO AMBIENTALE DEVE RESTARE IN PIEDI PER BUSSI E PER GLI"ALTRI COMUNI DELL'ASTA FLUVIALE TOCCATI DAI VELENI. IMPORTANTE IL LAVORO DELLE ASSOCIAZIONI. A BREVE LA COMMISSIONE VIGILANZA A PIANO D'ORTA"


BUSSI - "Ora più che mai bisogna fare fronte comune per ottenere i giusti risarcimenti per il danno causato dalla discarica dei veleni a Bussi e a tutti gli altri Comuni che per anni sono stati esposti alla possibile contaminazione da sostanze come mercurio, solventi clorurati cancerogeni, diossine, piombo e di cui Edison è stata ritenuta responsabile dalla Provincia di Pescara, all'epoca della mia presidenza, ma anche da quella di Mantova che ieri il Forum H2O ha ricordato trattando la notizia del ricorso alla Corte europea contro lo Stato Italiano da parte del soggetto inquinatore nel tentativo di  "accollare" a questo l'onere della bonifica. Seguirò con attenzione l'evolversi di questo nuovo ricorso, che potrebbe, in caso di accoglimento delle motivazioni della ricorrente, generare reazioni a catena pericolosissime per l'Ambiente e per la futura bonifica e rinaturalizzazione dei 30.000 siti fra storici e altamente inquinati presenti in Italia", commenta il consigliere regionale Antonio Di Marco, vicepresidente della Commissione Ambiente del Consiglio d'Abruzzo.

 


"Su mia richiesta a Piano d'Orta si terrà un sopralluogo della Commissione regionale Vigilanza a cui, con il presidente Sandro Mariani, chiameremo a partecipare anche gli altri Comuni e le associazioni: non è pensabile che, dopo aver identificato in Edison il soggetto inquinatore e aver applicato il concetto che chi inquina deve pagare, passi come risarcimento per tutto il territorio l'accordo di 3 milioni accettato nel 2023 dalla Provincia per fare una scuola non in loco, ma a Pescara – sottolinea Di Marco - . Così come non è pensabile che le "concessioni" che in gran fretta Edison riconosce a Bussi come danno d'immagine con l'accordo da 10 milioni annunciato nei giorni scorsi bypassino la bonifica, ma questo dopo aver di fatto contestato quello ambientale ricorrendo alla Corte europea, il cui iter seguiremo con grande attenzione perché si tratta di un tema estremamente delicato. Un danno che non può coincidere con la bonifica come abbiamo sentito all'ufficializzazione dell'accordo dai firmatari, pensando che le sentenze non condivisibili non debbano valere sul territorio nazionale o, peggio, possano addirittura attribuire l'onere della bonifica non a chi inquina, ma allo Stato italiano".






 

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