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giovedì 2 gennaio 2025

"AVVISI DI PAGAMENTO PER MANCATE DISDETTE DI PRESTAZIONI SANITARIE: ANCORA NESSUN CHIARIMENTO E NESSUNA RISPOSTA"

L'AQUILA - "Restiamo basiti per quanto affermato dalla ASL1 nel comunicato stampa diffuso prima di Capodanno. Invero, la ASL1 ha richiamato nuovamente il d.lgs. n. 124/1998, asserendo la legittimità e la correttezza del proprio operato e dichiarando di aver applicato una legge dello Stato che non lascerebbe alcun dubbio di interpretazione.Com’è ormai noto, i cittadini e le cittadine della Provincia dell’Aquila, nei giorni scorsi, si sono visti recapitare, da parte dell’Agenzia delle Entrate, migliaia di avvisi di pagamento per la mancata disdetta di prestazioni sanitarie per i più svariati importi. Il d.lgs. n. 124/1998, in effetti, stabilisce che si può disdire la prenotazione di una visita, ma che, se non si intende più fruire della prestazione sanitaria, e non si procede alla disdetta della stessa, bisogna pagare il costo del ticket. In pratica, come precisato dalla Delibera della Giunta Regionale n. 265/2019 (Piano Regionale per il Governo delle Liste di Attesa – PRGLA – per il triennio 2019-2021), poi recepita integralmente dalla ASL1 con provvedimento del Direttore Generale del 01/08/2019 n. 1335, i cittadini e le cittadine della Provincia dell’Aquila che non provvedono a disdire la prenotazione di una prestazione sanitaria di cui non intendono fruire entro le 72 ore precedenti alla data di erogazione della prestazione stessa, sono tenuti “al pagamento della sanzione amministrativa pari alla quota ordinaria di partecipazione al costo (ticket) per la prestazione prenotata e non usufruita (…)”.

Il fatto è che la ASL1 continua ostinatamente ad ignorare due questioni di non poco conto.

Per prima cosa, infatti, è bene ricordare che, solo fino allo scorso anno, la ASL1 aveva adottato una prassi aziendale in forza della quale, per annullare la prenotazione di prestazioni sanitarie, bastava effettuare una semplice telefonata o recarsi personalmente al CUP, comunicando verbalmente la disdetta della prenotazione, senza ricevere in cambio alcuna ricevuta, come puntualmente riportato dai cittadini e dalle cittadine che si sono rivolti a noi per avere delucidazioni sul punto. Invero, va detto che le persone, per disdire la prenotazione di prestazioni sanitarie, avevano provveduto, proprio come da prassi, ad effettuare una telefonata o a recarsi personalmente al CUP, senza avere in cambio alcuna ricevuta scritta dell’avvenuta disdetta. Quindi, quanto asserito nel comunicato stampa dal Direttore Generale è ciò che accade oggi e descrive le circostanze attuali, non quanto effettivamente avveniva solo fino allo scorso anno. Diversamente, di quanto accadeva negli anni passati ai quali gli avvisi di pagamento fanno riferimento (2014, 2015, 2016, etc.) non viene accennato alcunché da parte del Direttore Generale.

In altre parole, la ASL1, fino a qualche tempo fa, non si è mai preoccupata di disciplinare correttamente le modalità di disdetta delle prenotazioni delle prestazioni sanitarie, adottando, al contrario, una prassi aziendale priva di qualsivoglia formalità procedurale che non ha evidentemente tutelato i cittadini e le cittadine della nostra Provincia. E ciò, nonostante la Delibera della Giunta Regionale n. 265/2019 (Piano Regionale per il Governo delle Liste di Attesa – PRGLA – per il triennio 2019-2021) preveda che “le Direzioni Generali delle Aziende Sanitarie sono tenute a rendere il più agevole possibile per l’utente la eventuale disdetta della prenotazione”.

Pare, quindi, che la ASL1 prediliga l’applicazione rigorosa di alcune disposizioni normative a discapito di altre, facendone pagare il prezzo ai cittadini e alle cittadine della Provincia dell’Aquila.

Oltre a ciò, la seconda questione che la ASL1 sembra continuare ad ignorare è che gli avvisi di pagamento di cui trattasi fanno riferimento, come anticipato, ad annualità risalenti nel tempo (2014, 2015, 2016, etc.); eppure, come dicevamo, questi avvisi di pagamento sono stati emessi in forza di sanzioni amministrative per le quali, a norma di legge, opererebbe una prescrizione quinquennale. Sembra, quindi, che la ASL1 abbia inviato ai cittadini e alle cittadine della Provincia dell’Aquila migliaia di avvisi di pagamento sulla base di sanzioni amministrative ormai prescritte.

Chiediamo, pertanto, che vengano forniti dalla ASL1 chiarimenti in merito alle questioni suesposte, con riferimenti puntuali a tutte le disposizioni normative vigenti, a tutela, questa volta, dell’interesse dell’intera collettività e del buon andamento dell’Amministrazione Pubblica, imparziale e trasparente.

Sollecitiamo, in ultimo, la convocazione della Commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo per una disamina puntuale della problematica, come da nostra richiesta di audizione presentata in data 18 dicembre u.s". 

Segretario Generale CGIL L’Aquila

Francesco Marrelli                                                                             

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