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giovedì 14 dicembre 2023

FINISTERRAE, OPERE INEDITE DI MARCO DE ANGELIS

SULMONA - "Con l’installazione temporanea “Finisterrae: opere inedite” vengono presentati per la prima volta i nuovi lavori  della ricerca artistica del pittore Marco De Angelis, in cui si affiancano alle tematiche già sviluppate in Transiti e Finisterrae (2018-2020), le più recenti suggestioni: villaggi dal caleidoscopico profilo immersi in nebulose atmosfere, paesaggi dai colori caldi e terrosi che si alternano con più aeree ed oniriche tele.I nuovi lavori, insieme ad alcune opere scelte dal precedente  Finisterrae, si mostrano lungo Corso Ovidio N. 90, Sulmona, per tutto il periodo natalizio. Vi aspettiamo quindi lungo il Corso Sud, ogni pomeriggio, dalle 17 alle 20 circa. Info e contatti nella locandina allegata o al numero 3488255140

 
Marco De Angelis: pittore (come decise di far scrivere nella voce “professione” della sua carta d’identità) ma anche artigiano, poeta, alchimista.
Nel suo studio è infatti possibile rintracciare ancora i sentori dell’antico mestiere di bottega, quando si maceravano i pigmenti nel mortaio, si sperimentavano materiali come il nerofumo o la fuliggine, si imparava a condurre la preparazione a gesso e colla e si cuocevano frattaglie di coniglio per ricavare un buon legante da impasto. Marco conosce questo antico processo, che non è un’attività secondaria del mestiere, bensì parte fondamentale di quel sapere tecnico-operativo che consente di acquisire gli strumenti per muovere pensiero e mano nelle “Finisterrae”, nelle terre di confine.
Il compito che infatti, da odierno Zenone (ricordando l’alchemico protagonista dell’ ’”Opera al Nero”, di M. Yourcenar), ha deciso di intraprendere è quello di sollevare con matite, setole e pennelli i lembi del margine, del portale tra mondi e possibili universi: questo il tema principale della sua ultima ricerca artistica (2019-2020), che conserva tuttavia radici antiche.
L’intento è esplorare, illuminare, svelare l’ultimo lembo di una realtà che lascia presagire molteplici piani di osservazione, racconti, ricordi e voci mai ascoltate di eremiti, contrabbandieri, bambini, dispersi, stranieri, migranti, superstiti e vagabondi che camminano ai confini della Terra. La sua pittura mira a sfumare i contorni, a velare il colore, a creare dissolvenze, enigmi ed evocazioni, costruendo – o decostruendo – immagini sfocate, ma dense di sogni, malinconia, rivelazioni, poesia. In una ricerca che non è esercizio stilistico fine a se stesso, ma ben preciso modo di condurre pensiero e pennello: “Solve et coagula” (dissolvi e riunisci), come suggerisce un motto alchemico.
Marco dipinge con occhio volutamente sfocato una frazione dove Tempo e Spazio si annullano: tutto è accaduto, accade, ed accadrà. Un istante dove esiste “un tempo ed un luogo giusto dove ogni cosa ha un inizio ed una fine”.
Coerente in questa ricerca è persino il momento in cui decide di lavorare: “La maggior parte dei lavori nasce durante le mie veglie notturne e trance diurni. Lavoro molto nel passaggio dalla notte al giorno, quando davvero non sono nè sveglio, nè tantomeno addormentato”. Il mondo onirico, il sogno, è per eccellenza il luogo in cui i confini tra i mondi si dissolvono, la porta è socchiusa e si è pronti a recepire i “messaggi”.
Questa evanescenza tra piani, che potremmo per brevità definire “limen/frontiera” era nel mondo classico di assoluta importanza: gli venivano tributati spazi sacri, festività, miti e Dee. “I confini dell’anima non riusciresti a trovare, per quanto cammini percorrendo ogni strada: così profonda ne è la misura”: Eraclito suggerisce quanto difficile potrebbe essere questa ricerca. Un confine può infatti chiudere, arginando la propria voglia di conoscenza, o aprire, permettendo la ricerca nell’infinito. Un limite, sia esso reale che immaginario, non lascia mai indifferenti, ci pone di fronte ad una scelta: restare sulla soglia, oppure oltrepassarla. Nell’andare oltre questo confine, affrontando un universo sconosciuto, nasce il viaggio poetico di Marco".

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