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venerdì 30 luglio 2021

TRIBUNALI MINORI, DI PANGRAZIO: “PARLAMENTO ESAUTORATO”

AVEZZANO - "L’atto, con la copertura finanziaria, era stato approvato in commissione. Sgomento, rabbia e delusione, ma la battaglia dei territori per mantenere in vita i tribunali cosiddetti minori non si ferma. L’incredibile, quanto assurda decisione della presidente   del   Senato,   la   forzista   Maria   Elisabetta   Casellati,   che   ha   stralciato d’autorità   l’emendamento   approvato   all’unanimità   dai   senatori   italiani   e   con   la copertura economica, “umilia  il parlamento.  Quell’atto  di  forza, imposto dall’alto,tuona   Gianni   Di   Pangrazio,   coordinatore   della   battaglia   di   sindaci,   presidenti   di province e degli ordini degli avvocati delle quattro città in lotta, Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto, per mantenere in vita i tribunali, “è il segno più evidente che in questo Paese la Repubblica parlamentare è rimasta soltanto di facciata. La decisione della   presidente   Casellati,   se   i   tribunali   chiuderanno,   creerà   un   disastro   socio-economico e della giustizia in questi territori: è uno schiaffo a centinaia di migliaia di abruzzesi che vedono lo Stato in ritirata mentre la malavita organizzata avanza. Ma non ci fermeremo: insieme ai sindaci e i presidenti delle Province e degli ordini degliavvocati e i parlamentari abruzzesi, che ringrazio per il grande impegno e il sostegnoalla causa della salvaguardia dei tribunali abruzzesi, continueremo a batterci senzariserve per tutelare un diritto sacrosanto per i cittadini: la giustizia di prossimità”. Lo stop della presidente Casellati, all’indomani del sì unanime dei senatori incommissione giustizia e affari costituzionali, che assesta un duro colpo alle speranzedei territori, quindi, non ferma la battaglia. “Qualcosa non quadra in questo Paese”,aggiunge   Di   Pangrazio,   “se   i   rappresentanti   del   popolo   vengono   praticamenteesautorati come se le loro decisioni fossero carta straccia. Per non lasciare nulla diintentato, nella speranza che la Presidente del Senato cambi rotta, ritengo utile riaprireil tavolo di confronto tra gli amministratori locali, i rappresentanti degli avvocati e iparlamentari  per decidere  insieme  la strategia  migliore  per far  sentire  la  voce delpopolo ai  tecnici e burocrati asserragliati nelle stanze  del  potere decidendo a loroeslusivo piacimento sulle sorti del Paese. Forse è tempo che questo sistema di poterevenga rivisto per ridare voce vera al popolo sovrano”.                                                                                                      Gianni Di Pangrazio

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