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venerdì 30 aprile 2021

CARCERE SULMONA, LA UIL PA POLIZIA PENITENZIARIA DENUNCIA LA PRESENZA DI PERSONALE ANZIANO E INSUFFICIENTE."SE NON SI FARÀ PRESTO QUALCOSA IL PENITENZIARIO PELIGNO " MORIRÀ"

SULMONA - Durante l'esame congiunto che si è tenuto nella giornata di ieri e chiesto dalla UIL al fine di  bloccare un ordine di servizio  emanato dalla direzione del carcere e che non rispondeva  ai voleri di molto del personale di stanza all'Istituto di Piazzale Vittime del dovere, la dirigenza uillina ha presentato una nota a verbale nella quale ha elencato le innumerevoli e non più procastinabili problematiche in esso insistenti.Tali criticità non rendono più praticabile un'idonea e condivisa risoluzione delle controversie ivi presenti tanto che la propedeuticita' che porterà la Uil a sedere sul tavolo tecnico all'uopo predisposto per ridisegnare l'organizzazione del lavoro non potrà che dipendere dalla loro soluzione.La nota a firma dei dirigenti Giovanni Leopardi, Claudio Centofanti, Ferruccio Colonico e Mauro Nardella contesta all'Amministrazione la mancata attribuzione di sufficiente personale volto a bilanciare l'aumento considerevole di graduati siano essi ispettori che sovrintendenti frutto della promozione di agenti ed assistenti  il cui ruolo è stato, di fatto e per via della mancata compensazione con nuovi ingressi, ancor di più "assottigliato".La Uil ha tenuto a precisare che non si può permettere la riduzione di questa categoria di poliziotti visto che i loro componenti rappresentano un vero e proprio ruolo pilastro. Sono loro, infatti, coloro i quali operano in tutti i settori del penitenziario svolgendo mansioni determinanti per il mantenimento della sicurezza e delle regole intramurarie.Allo stato attuale sono circa 50 le unità di questo gruppo di persone mancanti e il tutto al netto di un padiglione nuovo che a breve vedrà il suo battesimo e che dovrebbe prevedere l'avvento di ulteriori 30 della stessa fattispecie se si vorrà renderlo funzionale.La UIL a dir la verità, proprio per azzerare i tempi morti derivanti dall'impossibilità di reperire subito nuovo personale se non attraverso la fuoriuscita di nuovi corsisti, ha avanzato delle proposte che, nelle more dell'invio di nuovi agenti, potrebbe fare rifiatare un personale sempre più stanco e che non ce la fa più.Tra queste la chiusura del reparto collaboratori e sua trasformazione in presidio multi videoconferenze e la chiusura, contestualmente all'apertura del nuovo padiglione, dei vecchi reparti col fine precipuo di renderli attuali dal punto di vista sia ordinamentale che meramente improntati a sicurezza e salubrità ( il nuovo padiglione avrà camere detentive con aria condizionata e docce  mentre quelli vecchi no).Sempre secondo la UIL andrebbe rivista la politica di assegnazione del personale al carcere di Sulmona visto che quasi sistematicamente gli agenti appena "sfornati' dai corsi di formazione vengono dirottati negli istituti del nord Italia.In virtù della diversa attribuzione dei diritti soggettivi ( i nuovi agenti hanno diritto a 30 giorni di congedo ordinario mentre al poliziotto medio operante a Sulmona  spettano 45 giorni di ferie) e a parità di condizioni logistico- strutturali, il carcere di Sulmona si ritrova con circa 2000 turni lavorativi potenziali in meno rispetto ad un suo pari del Nord.Il tutto senza considerare l'aspetto usurante che  grava su chi, come nel caso della maggioranza dei poliziotti di stanza a Sulmona, in carcere ci lavora da più di trent'anni.Per la UIL si è aspettato troppo.È arrivato ora il momento di dire basta!!!Se non si farà presto qualcosa, infatti, il carcere di Sulmona " morirà".

Mauro Nardella segretario generale territoriale UIL PA polizia penitenziaria e componente della segreteria confederale CST UIL Adriatica Gran Sasso.Il Componente della UIL Pubblica Amministrazione Abruzzo e CST Adriatica Gran Sasso

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