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martedì 20 ottobre 2020

PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA, PROGRAMMA A FAVORE DEGLI ALLEVATORI CHE CONVIVONO CON IL LUPO

SULMONA - "Pochi giorni fa, ai piedi della Majella, si è rinnovato l’impegno del Parco in favore degli allevatori della Montagna Madre: il lupo ha riportato le pecore!Il Programma di restituzione della pecora predata nasce a coronamento dell’esperienza sviluppata dal Parco Nazionale della Majella nella gestione della coesistenza carnivori/zootecnia.L’idea è stata concordata e sottoposta all’attenzione degli allevatori e mira fondamentalmente a ripristinare anche il potenziale produttivo dell’animale, che andrebbe perduto anche se si indennizzasse un congruo valore economico del capo abbattuto.Con questa iniziativa l’allevatore azzera il danno e il Parco determina una significativa diminuzione dell’impatto dei predatori protetti, anche riuscendo, in alcuni casi, a diminuire l’erogazione di fondi per la compensazione.Nei casi di predazione accertata da lupo, l’allevatore riceve direttamente in azienda i capi corrispondenti, dal punto di vista della categoria commerciale, a quelli deceduti e, eccezionalmente, dispersi in seguito ad eventi predatori accertati.I capi restituiti all’allevatore sono controllati per gli aspetti sanitari ed appartenenti a razze tipicamente allevate sulle montagne abruzzesi. Tutto questo grazie ad un’iniziativa che vede anche la costituzione del “Gregge del Parco”, per la quale il Parco Nazionale della Majella gestisce, in convenzione con allevatori, un gruppo di animali che possono essere all’occorrenza ceduti agli allevatori danneggiati che ne faranno richiesta".


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