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lunedì 27 gennaio 2020

I DIMASCIANI QUERELANO IL PD

SULMONA - I tre consiglieri hanno ufficializzato di aver querelato la nuova classe dirigente del Pd dopo l’espulsione dal partito. Secondo statuto gli iscritti hanno il diritto di essere ascoltati e poi fare eventualmente ricorso. “Invece il provvedimento è stato espresso a nostra insaputa”- spiega Di Masci- “in più nel 2019 noi non avevamo rinnovato la tessera”. Il consigliere contesta di nuovo l’operato del Segretario Provinciale Piacente in riferimento al codice etico e alla legalità e attacca anche il neo Segretario Franco Casciani, ricordandogli che “è stato lui a fare la campagna elettorale per la Casini”. “Siamo stati espulsi dal nulla”- aggiunge Di Rienzo sostenendo che “certe cose vanno dette in faccia” riferendosi sempre al neo Segretario dem mentre Claudia Fauci ha ricordato di essere stata iscritta per tre anni  e di essersi distaccata dal partito da tempo per questo- conclude- “finire nel calderone lo ritengo scorretto”.
La querela presentata in Procura è per diffamazione a mezzo stampa.
I dimasciani bocciano l’iniziativa autonoma del sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, di presentarsi in Consiglio con una giunta a “sua immagine”. Questa impostazione non va bene ai consiglieri comunali Bruno Di Masci, Antonio Di Renzo e Claudia Fauci che questa mattina in conferenza stampa hanno ribadito le loro posizioni. “Fare una giunta politica significa cambiare il programma. Se il sindaco si presenta con una giunta sua non può trovare il nostro appoggio” – ha detto Di Masci più propenso allo scioglimento del Consiglio Comunale. Ci va più morbido il consigliere Antonio Di Rienzo che lascia una porta aperta alla Casini. “Sediamoci a tavolino e discutiamo” ha sottolineato “Il sindaco deve rinnovare la parte programmatica e l’organigramma della giunta. È un percorso che va fatto in chiarezza e non imposto in consiglio comunale”. Le prossime ore risulteranno decisive anche se, stando alle indiscrezioni, la strada delle dimissioni contestuali non è affatto accantonata, fermo restando la famosa nona firma mancante.Andrea D’Aurelio




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