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giovedì 16 gennaio 2020

"FONDI OVIDIANI PERDUTI (O QUASI): STRUMENTALIZZAZIONI NELLA FRAMMENTAZIONE E NELLA MANCANZA DI UNA GUIDA AUTOREVOLE"

SULMONA - "A volte, toccato il fondo, tocca anche cominciare a scavare. Il discorso dei fondi perduti (o quasi) per il Bimillenario ovidiano conduce inevitabilmente al bisogno di fare una riflessione, giungere ad un concetto più ampio che la cittadinanza dovrà recepire assolutamente, altrimenti il problema rischia veramente di degenerare. Il problema della politica, per noi, si chiama frammentazione. Perché se è vero che i fondi andranno persi è anche vero che la non unità politica, la non collaborazione, il non affiatamento e la conseguente mancanza di autorevolezza politica di chi governa una città, per forza di cose comportano un deterioramento a livello strutturale di ogni possibile progetto per il futuro.In un ambito in cui nessuno ha veramente potere per governare la città o tutti sono corresponsabili o tutti possono dare la colpa agli altri e magari sperare di cavarne un utile strumentale: è facile oggi, ad esempio, per un PD qui appena ricostituitosi (come capita molto di frequente, fra divisioni, fuoriuscite, denunce reciproche e tradimenti), assente “veramente politico” da molto tempo sui molti temi, svegliarsi d’improvviso e rialzare la testa o puntando il dito sul sindaco o difendendo l’inefficacia della sua Pezzopane, quando a Palazzo San Francesco ha direttamente (attraverso i suoi interpreti) preso parte al disfacimento delle varie “maggioranze” per inseguire strategie non politiche ma di interessi personalistici.Per converso, su altri fronti, quelli creati dal nulla e sul nulla da un Gerosolimo, assistiamo a grandi risolutori di problemi che non hanno alle spalle nessuno. Non una squadra, non un’idea, non un potenziale. Pacchetti di voti costruiti su castelli di sabbia che al primo calore si sbriciolano. E senza unità la forza è debole e non è in grado di risolvere nulla. I sistemi burocratici sono talmente complessi che senza una linea compatta, precisa e forte ai limiti della rivoluzione sono impossibili da sbrogliare.E allora il cittadino che vede cinque liste su di un sindaco, o sei gruppi diversi che si uniscono con l’unico scopo, badate, l’unico scopo di racimolare voti, cosa potrà sperare per il futuro? Abbiamo visto quanto accade in Italia, ma il comune di Sulmona non è altro che il ramo di una pianta depotenziata che non fa frutti. Vedere un sindaco arroccato sulla collina con sotto nugoli di orde sparse che nemmeno combattono ma si mischiano fra loro con unico obiettivo la realizzazione dei propri interessi è imbarazzante e offensivo per l’intelligenza dei cittadini.Cominciamo da Sulmona! PER CAMBIARE LE COSE SERVE UN GRUPPO FORTE che non debba passare i giorni a ragionare su come fare contenti gli alleati ma a trovare soluzioni innanzitutto sulla velocizzazione degli iter che bloccano la città: ristrutturazioni, adeguamenti, infrastrutture, mobilità, ambiente, pulizia, ordine. Poi dovrà incentivare le opportunità di incamerare fondi sulla base di progetti ambiziosi. Pochi semplici punti concreti. E dovrà farlo subito e non alla fine di un’amministrazione che, FISIOLOGICAMENTE, non ha potuto ottenere quanto si era prefissata al momento della campagna elettorale.

Il MEET UP DI SULMONA sta lavorando su questo, intessendo rapporti e proponendo progetti anche fuori da Sulmona con l’idea precisa e ambiziosa di risollevare non soltanto la nostra città ma un’intera regione interna abbandonata, decadente e, attualmente, senza futuro.

MULTILISTE = MORTE della politica e di Sulmona".



Mirko Mocellin e Raffaello La Cioppa

Portavoce del Meetup Amici di Beppe Grillo - Sulmona

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