SULMONA - Green economy, uno slogan troppo usato, forse, addirittura abusato, negli ultimi tempi, ma che, invece, sta a significare un’azione ben precisa. L’economia basata sull’ambiente. L’economia ottenuta dall’ambiente e nel rispetto dell’ambiente.E’ di questo che si è parlato in un convegno che si è tenuto presso l'Aula Pastorale del Vescovato a Sulmona.Sono intervenuti Giulio Borrelli giornalista Rai che ha relazionato i presenti sulla green economy, S. E. il Vescovo Mons.Angelo Spina che ha riferito sull'Enciclica "Caritas in Veritate", Antonio Ruffini Presidente dell'Associazione Insieme per il Centro Abruzzo, Anna Grazia Valdo assessore all'Ambiente del Comune di Sulmona e il giornalista Ennio Bellucci che ha moderato l'incontro.
"La green (verde) economy (economia), cioè un tipo di economia verde, è basata sull’ambiente."Se vogliamo tornare a crescere e dare lavoro e speranza ai nostri giovani e al nostro popolo, se vogliamo combattere la miseria dobbiamo ritrovare quella sinergia tra politica, natura e valori spirituali che restituiscano alla politica quotidiana una dimensione collettiva ed umana che riportino a compiere le scelte giuste per riaffermare il bene comune"ha detto Giulio Borrelli."Altrimenti se andiamo avanti così come si è andati avanti fino ad ora con i risultati davanti agli occhi
di tutti, ci facciamo tutti male.Se prevale solo la logica della massimizzazione del profitto andiamo tutti in fondo ad un burrone.Per questo dobbiamo dire no a questo modo di fare, cambiare rotta se vogliamo salvare la nostra umanità e il destino stesso del nostro pianeta.Alla fine di questo ciclo noi dovremo ridimensionare i nostri livelli di vita.Saremo tutti piu' poveri economicamente, ma spero che saremo un po tutti piu' ricchi spiritualmente e intellettualmente.Saremo comunque diversi e speriamo anche migliori"ha concluso Borrelli."Quando l'uomo è rimesso al centro di una visione globale io dico che abbiamo scelto la strada giusta"ha detto il vescovo Angelo Spina riferendo sull'Enciclica "Caritas in Veritate" dove viene evidenziata l'importanza del benessere dell'Uomo rispetto al profitto a tutti i costi (anche in dispregio delle risorse naturali e del degrado ambientale)."Il bello, il sano, il buono sono le tre parole su cui dobbiamo lavorare in questa vita soprattutto nel rispetto della natura e dell'ambiente e quindi dell'uomo"ha spiegato il Vescovo.
"La green economy è un tema che investe molti settori dell'economia, edilizia, trasporti , turismo, l'agricoltura di qualità e i rifiuti"ha detto la Valdo."Il nostro sistema deve fondamentalmente cambiare.Questo è un momento in cui dobbiamo riflettere e dobbiamo andare da un economia tradizionale verso ua economia green.Si deve sviluppare nel territorio un cambiamento che coinvolga gli enti locali attraverso una serie di
investimenti e di politiche di sviluppo che vadano proprio in direzione delle energie rinnovabili e la difesa del territorio"ha spiegato la Valdo."Ora cercherò di dimostrarvi come sia possibile, nel nostro territorio, cioè nel Centro Abruzzo, praticare la green economy, ovvero lo sviluppo e l’occupazione utilizzando le risorse economiche del nostro territorio"ha detto Antonio Ruffini."Occorre, innanzitutto, fare una importante premessa e, cioè che l’Abruzzo è considerata all’unanimità la Regione Verde d’Europa (ARVE) perché e riuscita a conservare meglio di tutti gli altri paesi dell’Europa, il proprio patrimonio ambientale
In particolare il Centro Abruzzo è quello che lo ha conservato meglio di tutta la Regione, comprendendo in essa anche l’operato dell’Uomo.
Non a caso, infatti, nel nostro territorio c’è il maggior numero di paesi inseriti nel Club dei Borghi più belli d’Italia.E’ chiaro, pertanto, che lo sviluppo socio-economico del Centro Abruzzo “ non può certo essere prevalentemente industriale, bensì ambientale”.
Con molta probabilità se, nel nostro territorio, dovessero, ancora, impiantarsi delle industrie queste lo farebbero solo per sfruttare determinate condizioni, come è già avvenuto nel passato, quando i soliti furbi presi gli incentivi previsti per il Mezzogiorno, poi, sono andati via lasciando numerosi capannoni industriali desolatamente vuoti, che ancor oggi deturpano il nostro ambiente.
Comunque, poiché, non è possibile sottrarsi al ricatto dell’economia globalizzata perché si rischia di essere tagliati fuori dalla realtà, occorre pensare a quale modello di sviluppo intendiamo riferirci Dobbiamo, innanzitutto, vigilare contro certi “appetiti” che vorrebbero sfruttare il nostro territorio per installarvi industrie insalubri (cementifici, inceneritori, ecc.) e altamente impattanti ed inquinanti"ha continuato Ruffini
"Bisogna, inoltre, avere cura del nostro territorio e dell’ambiente e, infine, valorizzare le risorse locali ed incrementare il turismo di qualità.
| Giulio Borrelli |
E’ questa la vera chiave di volta capace di realizzare un modello di economia che ponga al centro l’uomo e non il profitto, che non misuri il ben-essere solo sulla base del prodotto interno lordo.
Per questo motivo la Green Economy è l’unico modello praticabile per lo sviluppo dei prossimi venti anni
L’associazione culturale “Insieme per il Centro Abruzzo” ritiene, pertanto, che il progetto di “Sviluppo e occupazione nel territorio dei parchi” che si trova esposto nella rivista che vi è stata consegnata all’ingresso e di cui fra un po’ sarà proiettato il video, sia quello che la popolazione del Centro Abruzzo dovrebbe adottare per cercare di risolvere la situazione di grave crisi in cui versa il nostro territorio.
La green economy non è, quindi, solo uno stile di vita, bensì un diverso approccio delle attività produttive e delle risorse economiche del territorio.
Rappresenta una “riconversione” dell’industria che conduce alla sostenibilità.
La Comunità Europea orienta e guida questa conversione attraverso numerose direttive e programmi speciali quali ad esempio la certificazione Ecolabel per il turismo ecosostenibile.
Per questo motivo è necessario che le Amministrazioni Comunali del Centro Abruzzo adottino progetti sostenibili in modo da assicurare sviluppo, occupazione, vantaggi economici e conservazione dell’ambiente.
Il nostro progetto si fonda sulla considerazione che questo comprensorio è così importante sul piano turistico e ambientale, così famoso sul piano storico e culturale,
così prestigioso sul piano architettonico e monumentale e così ricco di “materia grigia” al punto che le persone che vogliono rappresentare Sulmona come una Città in cui si vive bene lo facciano in modo tale che sia una Città che fa qualità della vita insieme alle altre realtà locali del suo comprensorio.
Il progetto consiste nella individuazione di tre percorsi.
Uno che si sviluppa intorno alla Valle Peligna, ad una quota possibilmente costante di 600 m. sul livello del mare, da percorrere a piedi, in mountain bike e a cavallo, utilizzando i sentieri già esistenti, georeferenziati così che chiunque dotato di un normalissimo smart phone è in grado, una volta avute le coordinate di partenza, di procedere, anche, da solo.
In questo modo si realizza un circuito che mette in “rete” tutti i paesi intorno alla Valle Peligna.
L’altro consiste nel collegare, alla stazione di Castel di Sangro, la ferrovia di Sulmona-Carpinone con la ferrovia Sangritana così da consentire al viaggiatore di percorre, anche in questo caso, un circuito che partendo da Sulmona raggiunge Castel di Sangro (lungo il percorso possono ammirare i magnifici panorami montani) per poi iniziare a scendere verso il mare passando per il lago di Bomba e, dopo aver attraversato le colline teatine, giungere a San Vito Chietino.
Da qui ci si rimette sulla RFI percorrendo un tratto di costa (in cui si può ammirare il nostro mare) fino a Pescara.
Proseguendo, sempre sulla RFI, si passerebbe per Chieti, Scafa e Popoli, quindi, si torna a Sulmona dopo aver ammirato tutta la pianura della Val Pescara.
In questo modo si offre al visitatore un’opportunità unica di ammirare, stando comodamente seduto, tutti i panorami possibili da quello montano a quello marino, a quello collinare, lacustre e pianeggiante.
Inoltre, è possibile effettuare alcuni tratti in bici, per chi vuole.
Il terzo percorso è quello religioso.
Anche in questo caso si è individuato un circuito che partendo da Sulmona, prosegue per Castiglione a Casauria dove è possibile ammirare l’Abbazia di San Clemente, edificata nell’871 conserva le reliquie di San Clemente Papa.
Si procede, quindi, per Manoppello dove c’è il famoso “Volto Santo”.
Lasciato Manoppello si raggiunge Bucchianico, che ha dato i natali a San Camillo De Lellis per arrivare a Guardiagrele dove è possibile visitar il Duomo di Santa Maria Maggiore. Quindi, ci trasferiamo a Lanciano, Città millenaria, dove avvenne il primo Miracolo Eucaristico della storia cristiana. Da Lanciano ci rechiamo nella vicina Ortona dove sono conservate le reliquie di San Tommaso, l’Apostolo del
dubbio e della Fede, per poi passare a Pescara dove è possibile visitare la imponente Cattedrale di San Cetteo, martire e pellegrino.
Seguitando il cammino si arriva a Chieti dove merita una visita la splendida Cattedrale dedica a San Giustino, il patrono della Città.
Nel trasferimento verso Campli, dove non si può fare a meno di ammirare la magnifica Scala Santa. Nel teramano è interessante fare, anche, una sosta ad Atri per visitare la splendida Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta e al Santuario di San Gabriele ad Isola del Gran Sasso. Da qui è facile raggiungere L’Aquila per recarsi alla maestosa Basilica di Collemaggio, voluta da Celestino V in onore della Madonna
Quindi si torna a Sulmona avendo fatto il giro d’Abruzzo.
Tutto ciò serve come “attrattore” turistico, ma poi serve che tutto l’indotto si attivi per offrire al turista la migliore ospitalità possibile, con una molteplicità di attività da quelle culturali a quelle sportive, di benessere, di puro divertimento, ed enogastronomiche.
In questo modo c’è un coinvolgimento di tutti gli operatori del settore, con un gran beneficio per tutta la collettività, che viene interessata dalla ripresa economica.
L’auspicio dell’associazione che dopo numerosi tentativi di far comprendere agli amministratori, agli operatori di settore, ai sindacati e a tutti i cittadini in genere, finalmente, si possa iniziare ad operare per la realizzazione concreta del progetto.
Ne va del futuro dei nostri posteri"ha concluso Ruffini.