SULMONA - "Le dichiarazioni del Presidente SACA sugli "usi impropri" dell'acqua sono francamente inaccettabili. Spostare la responsabilità sui Comuni e sui consumatori domestici serve solo a coprire le inefficienze storiche del gestore e a nascondere precisi disegni politici. Oggi abbiamo finalmente compreso perché a Sulmona si coltiva l'erba secca invece di quella verde: il rinsecchimento programmato dei nostri giardini è il risultato diretto di questa evidente concorde programmazione.La replica è quindi irrinunciabile.
Innanzitutto è evidente il cortocircuito politico SACA-Tirabassi:
il Presidente SACA accusa i cittadini per l'irrigazione, ma il Sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi — appartenente alla sua stessa famiglia politica — non ha ancora emesso l'ordinanza estiva di divieto di irrigazione di orti e giardini. Se la crisi idrica è reale i due vertici politici parlino tra loro perchè intervenga l'ordinanza sindacale invece di bacchettare chi usufruisce regolarmente le utenze come è normale e lecito che sia.
Reti colabrodo: i dati ufficiali certificano una dispersione idrica SACA del 59,8% - 62,5%. Quindi più di un litro d’acqua su due si perde nel sottosuolo per condotte obsolete. Il vero spreco è, quindi l'assenza di manutenzione strutturale tralasciata negli anni, non certo il consumo domestico che risponde ad esigenze igienico-sanitarie.
La politica del "contagocce", diciamoci la verità, anticipa il passaggio al Gestore Unico Regionale. L'acqua delle nostre montagne verrà centralizzata per soddisfare il comparto turistico e industriale costiero abruzzese e forse anche altri bacini extra regione diminuendo l'apporto nelle aree interne per il principio dei vasi comunicanti.
Questa centralizzazione normativa fa certamente da volano per le ambizioni degli attuali politici regionali. Orientare infatti la risorsa idrica verso i grandi bacini elettorali della costa può costituire una strategia proficua per chi punta alla candidatura alle politiche con la necessità di sedurre bacini elettorali certamente più popolosi della Valle Peligna, mentre il patrimonio verde rimane a secco con zero alternative e prospettive. L'irrigazione della Villa Comunale (bene peraltro vincolato dalla Soprintendenza) della Villa di Porta Napoli come degli altri spazi verdi e l'alimentazione delle fontane monumentali sono obblighi di tutela dell'identità cittadina e del patrimonio arboreo urbano. Senza l'utilizzo di una rete idrica duale o condotte irrigue alternative, l'uso dell'acqua potabile è l'unica scelta obbligata per il decoro, l'igiene pubblica e la sicurezza antincendio. D'altro canto l'ingente stanziamento di fondi PNRR per Saca dimostra che il problema è strutturale. SACA apra un confronto serio con Palazzo San Francesco e ripari tutti i tubi rotti che disperdono l'acqua anche delle fontanelle come quella dinanzi al Liceo Scientifico, invece di fare sponda a giochi di potere che penalizzano la Valle Peligna e condannano al declino il nostro verde pubblico".
Elisabetta Bianchi
Direzione Sulmona
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