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martedì 16 giugno 2026

AUMENTO POPOLAZIONE DETENUTA. DI GIACOMO (CNPP-SPP): LA CASA LAVORO DI VASTO CON IL 33% IN PIÙ RISPETTO ALLO SCORSO ANNO E CON MOLTO LAVORO PER I DETENUTI IN MENO

VASTO - "Sta montando tanto nervosismo a Contrada Torre Sinello, nel Vastese e precisamente nel carcere che li ha messo radici.Dall'inizio dell'anno, nell'istituto di Vasto, i ristretti sono aumentati di 50 unità rispetto ai 100 presenti a fine dicembre.Stiamo parlando del 33% in più.
Dato che si rifà all'apertura di una sezione, precedentemente chiusa per inagibilità, da poco ristrutturata alla meno peggio e che sarebbe dovuta essere riservata a detenuti "modello", con tanto di pedigree lavorativo e per il quale avrebbero dovuto prestare attività ergonomica.Il condizionale è d'obbligo visto che a essere state disattese sono le aspettative di quei detenuti che nella loro richiesta di trasferimento in Abruzzo avevano riposto tutti i loro desideri di rivalsa.
È successo che a Vasto, nel momento in cui hanno fatto accesso i nuovi giunti, gli stessi si sono ritrovati  "cornuti e mazziati" visto che non solo sono stati inviati in una struttura senza prospettive lavorative ma anche in una realtà malmessa dal punto di vista strutturale.
Addirittura gli stessi da qualche giorno si ritrovano, seppur per causa di forza maggiore, senza capo d'arte e per di più nell'unico efficiente laboratorio presente in istituto qual è quello di sartoria.
Aumentano i detenuti, diminuisce il lavoro, le mercedi ad esso legate e di contro aumenta il nervosismo di persone che si sentono quasi ingannate nell'aver ricevuto un trattamento anziché un altro.
Uno Stato che vuole rinsavire una persona che ha sbagliato e non garantisce le "medicine" per guarirlo è uno Stato che sbaglia.
Il lavoro per chi ne sa di carcere è la massima espressione nell'ambito trattamentale.
Chi amministra lo Stato questo lo sa molto bene.
Non garantirlo significa non offrire il modo giusto per gestire l'apparato amministrativo chiamato a provvedervi.
Senza considerare che così facendo si violano due fonti normative quali sono la legge e la Costituzione.
Molti pensano, guardando alle statistiche del ministero della Giustizia, che Vasto goda di ottima salute visto che, rispetto a una capienza regolamentare fissata a 197 posti, se ne trova ristretti "soli" 152 di detenuti (numero aggiornato ad oggi).
Il dato tuttavia non deve però trarre in inganno perché a Vasto insistono gli internati, una particolare categoria di persone costrette al carcere non perché autori di reati ma perché dichiarati delinquenti per tendenza, abituali e finanche professionali e che da soli occupano due intere sezioni.
C'è da dire, a tal proposito, che un internato in termini di gestione vale dal punto di vista psicofisico 10 volte tanto il singolo detenuto.
Tra essi ritroviamo annoverati, infatti, soggetti altamente psichiatrici e che in carcere neanche ci dovrebbero stare;
detenuti assoggettati a misura di sicurezza post pena;
persone che hanno violato all'esterno prescrizioni legate a misure di sicurezza meno afflittive.
Tutti soggetti repressi proprio perché incapaci di accettare una pena senza che abbiano di fatto effettuato reati.
I poliziotti sono i primi a subire le logiche conseguenze di un sistema che non funziona perché messi, così come lo sono, con le spalle al muro da una situazione da loro non voluta né tantomeno prevista.
In carcere i baschi blu si dicono sempre pronti a dare il loro contributo ma in una realtà come quella che si vive nella Casa Lavoro, che Casa lavoro non è proprio perché privato dell'elemento cardine che lo dovrebbe contraddistinguere, la situazione  si complica maledettamente.
Il Governo è chiamato, se non vuole perdere la faccia, a rispondere di questo perché sono i suoi rappresentanti, a iniziare dal ministro della giustizia, che dovranno giustificare tutte le carenze oggi presenti nelle carceri in generale e a Vasto in particolare.
Un particolare grazie lo dobbiamo al Direttore Dr.ssa Rita Cerino e al Comandante di Reparto Sandro Sabatini perché, malgrado tutto, stanno dimostrando di valere davvero tanto capaci, come lo sono, di resistere agli urti dovuti all'inconsistenza governativa e costretti ad operare senza fondi laddove, come nel caso del carcere, l'assegnazione di sufficienti fondi è davvero di vitale importanza.
A salvaguardia della serenità dei poliziotti ivi operanti il Cnpp-Spp attiva sin da subito lo stato di agitazione del personale significando che qualora non dovessero pervenire segnali di vita da parte del Prap e del DAP saranno attivate altre e più ficcanti azioni di protesta".

Così il segretario generale FSA Cnpp-Spp
Aldo Di Giacomo

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