La struttura militare copre un’area vastissima: 133 ettari appartenenti ai Comuni di Pratola Peligna, Sulmona e Prezza. Prima che, alla fine degli anni ’30, venissero espropriati dal regime fascista per la costruzione del dinamitificio Montecatini – Nobel, quelli erano tra i terreni più fertili della Valle Peligna. Nel dopoguerra i contadini di Pratola, insieme ai sindacati, misero in atto manifestazioni affinché l’area fosse restituita ai Comuni. Ma il governo trasformò l’ex dinamitificio in una grande polveriera.
Cosa si nasconde nei tunnel di Monte San Cosimo? Nessuno è in grado di dirlo perché sul deposito vige il più rigoroso top secret. L’unico parlamentare che lo visitò, nel 1968, fu il senatore Michele Celidonio ma anche a lui, come poi raccontò, fu impedito di vedere alcuni ambienti particolari per “motivi di sicurezza”. Da quasi 90 anni i cittadini della Valle Peligna convivono con un evidente pericolo (nel 1943 ci fu il bombardamento da parte dell’aviazione angloamericana che provocò diversi morti) e con un peso inutile. Un pericolo e un peso che invece possono essere trasformati in una risorsa per la collettività.
L’area è già infrastrutturata, dotata cioè di ogni servizio (elettricità, acqua e gas), di una rete di strade interne e di una ferrovia collegata con la stazione di Pratola Superiore. E’ inoltre vicina all’autostrada. La sua restituzione alle comunità locali rappresenterebbe una importante opportunità. Da luogo adibito alla custodia di strumenti di morte potrebbe diventare un’area al servizio della vita e della pace, da destinare a finalità multiple: sociali, produttive e culturali.
L’incontro di mercoledì prossimo non è fine a sé stesso ma è in preparazione della manifestazione che si terrà il 2 giugno davanti all’entrata del deposito militare per rilanciare la lotta della sua smilitarizzazione. Una lotta che deve vedere coinvolti non solo i cittadini ma anche i rappresentanti istituzionali ad ogni livello: parlamentari, consiglieri regionali, sindaci e amministratori locali. E’ una lotta di tutti: contro la folle politica di riarmo e l’ideologia bellicista, per la pace e la cooperazione tra i popoli, per riappropriarci di Monte San Cosimo quale bene comune, per il futuro del nostro territorio".
Coordinamento Disarmare la pace, Disertare la guerra
Movimento Nonviolento
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