SULMONA - "Due rappresentanti dei comitati hanno esibito due cartelli, uno relativo alla Snam e un altro alle biblioteche. Il presidente dell'assise civica Franco Di Rocco ha sospeso i lavori e richiesto l'intervento della polizia locale. Entrambi sono stati identificati per la violazione dell'articolo 32 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale. "L'esposizione dei cartelli non autorizzati non è consentita
. Il presidente può decidere l'espulsione"- ha ricordato il comandante della polizia locale Domenico Giannetta. "Non può esistere una disposizione che viola la libertà di manifestazione del pensiero. La semplice esibizione del cartello non può essere classificata come manifestazione"- protestano Pizzola e Alberico. Entrambi non potranno accedere in aula per lo svolgimento della seduta".
"ATTIVISTI ESPULSI DAL CONSIGLIO COMUNALE VIOLATA LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE DEL PENSIERO GARANTITA DALLA COSTITUZIONE"
"In merito agli eventi occorsi durante l’odierna seduta del Consiglio Comunale di Sulmona, che hanno visto l’allontanamento forzato dei sottoscritti, in quanto attivisti dei comitati cittadini, intendiamo denunciare con determinazione l’arbitrarietà del provvedimento adottato.
Riteniamo che alla base dell’espulsione vi sia stata una palese interpretazione errata dell’articolo 32 del Regolamento comunale. La semplice esposizione di due cartelli, avvenuta in perfetto silenzio e senza alcuna interruzione dei lavori, non può essere configurata di per sé come una manifestazione suscettibile di sanzione.
I cartelli esposti, inoltre, riportavano scritte assolutamente non offensive, prive di qualsiasi contenuto ingiurioso o lesivo della dignità delle istituzioni. Di conseguenza, non si è creato alcun disturbo al corretto svolgimento della seduta consiliare, rendendo l’intervento della forza pubblica un atto sproporzionato e privo di ogni presupposto giuridico.
L’azione intrapresa appare in evidente contrasto con l’articolo 21 della Costituzione, poiché tenere in mano un cartello in silenzio rappresenta una libera manifestazione del pensiero che non interferisce in alcun modo con l’ordine pubblico. Come ribadito da autorevoli pareri del Ministero dell’Interno, l’allontanamento mediante forza pubblica incide sulla libertà personale tutelata dall’articolo 13 della Costituzione ed è legittimo solo in presenza di un turbamento concreto e persistente, che in questo caso è stato totalmente assente.
Il decoro istituzionale non può diventare un pretesto per reprimere il dissenso pacifico. Se un pezzo di carta tenuto in mano da un cittadino spaventa al punto da richiedere l’intervento della polizia locale, ciò desta molta preoccupazione perché chiama in causa la tenuta stessa della democrazia. Solo nelle dittature si impedisce ai cittadini di esprimere pacificamente il proprio pensiero.
Pertanto, al fine di evitare qualsiasi interpretazione sbagliata e strumentale, e per garantire la piena partecipazione democratica dei cittadini alla vita pubblica, chiediamo che il regolamento comunale venga modificato per renderlo conforme ai principi costituzionali, specificando che l’espressione del proprio pensiero in modo silenzioso e nonviolento da parte dei cittadini non possa essere soggetta a provvedimenti repressivi di alcun genere in quanto pienamente legittima.
Non permetteremo che strumenti regolamentari anacronistici e incostituzionali, tipici di passati regimi autoritari, vengano utilizzati per silenziare la voce della città".
Gli attivisti dei Comitati cittadini Mario Pizzola e Marco Alberico
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