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giovedì 26 marzo 2026

ARRIVA JU BUK FESTIVAL PRIMAVERA!

Sabato 4 aprile a Scanno, tra lago, monti e boschi, la Pasqua della rinascita femminista e antifascista. SCANNO Parco Nazionale d’Abruzzo - "Nel tempo della Pasqua, quando la natura rompe il silenzio dell’inverno e torna a fiorire, Ju Buk Festival celebra la sua edizione primaverile come un atto politico di rinascita collettiva. Tra il lago, i monti e i boschi di Scanno, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, il festival torna a essere uno spazio necessario di parola, conflitto e immaginazione, dichiaratamente femminista e antifascista.Ju Buk nasce e resiste come luogo di cultura militante: un presidio che afferma il valore della memoria, delle soggettività marginalizzate e delle lotte che attraversano i corpi e i territori. In un presente attraversato da nuove forme di autoritarismo, esclusione e violenza simbolica, il festival sceglie la montagna e il margine come punto di osservazione radicale, dove la bellezza del paesaggio diventa alleata di una pratica culturale consapevole e oppositiva.In questo contesto si inserisce la presentazione del romanzo di Sara Gambazza, Quando i fiori avranno tempo per me(Longanesi 2025), un’opera che affonda le radici nella Storia per interrogare con forza il presente. Ambientato nella Parma del 1922, nel momento in cui il fascismo squadrista consolida il proprio potere attraverso la violenza e l’intimidazione, il romanzo racconta cosa significhi vivere ai margini mentre la Storia irrompe con brutalità nelle vite quotidiane.

Anita non è una donna “accettabile”: non è moglie, non è madre secondo le regole del decoro borghese, non ha un uomo né una casa. È marchiata dal borgo come la Bórda, una puttana da usare e disprezzare. Ma Anita è soprattutto una donna che resiste, una madre che oppone il proprio corpo, la propria ferocia e il proprio amore a un sistema che condanna le povere, le donne libere, le non conformi. La sua lotta è politica prima ancora che privata.

Mentre le camicie nere incendiano le strade e la fame stringe i vicoli, Anita combatte per salvare le sue figlie da un destino già scritto. Rosa, costretta a crescere troppo in fretta, e Ninfa, fragile e visionaria, incarnano un’infanzia negata e una femminilità che nasce sotto il segno della violenza, ma che non rinuncia alla possibilità di un futuro diverso. In questo mondo, essere poveri significa essere inermi davanti al potere, ma non rassegnati: significa organizzare la sopravvivenza, stringere alleanze, non smettere di lottare.

Quando i fiori avranno tempo per me è un romanzo antifascista nel profondo, perché racconta il fascismo non come astrazione storica, ma come sistema che colpisce prima di tutto i corpi più fragili, le donne, le madri sole, le bambine, chi vive ai margini. È un libro che restituisce voce a un’umanità cancellata, mostrando come anche sotto le bombe, sotto il ricatto morale e materiale, possa nascere una resistenza quotidiana, ostinata, fatta di gesti minimi e radicali.

 

Sara Gambazza, nata a Parma e residente a Noceto, nella campagna parmense, vive con il marito, tre figli, sei cani e due asini. Ha esordito nella narrativa con “Ci sono mani che odorano di buono” (Longanesi, 2023). La sua scrittura è attraversata da una forte tensione etica e politica: racconta le vite scartate, i legami non legittimati, le donne che non chiedono permesso per esistere.

 

In dialogo con l’Autrice sarà presente la politica e attivista culturale Stefania Pezzopane che afferma “La memoria della resistenza partigiana non è soltanto un dovere storico, ma una radice viva da cui continua a germogliare la nostra idea di libertà. In ogni racconto, in ogni pagina dedicata a quel coraggio collettivo, ritroviamo non solo il sacrificio, ma anche la straordinaria capacità di rinascere come comunità. La cultura, oggi come allora, è uno strumento di emancipazione: custodisce il passato e illumina il futuro, ricordandoci che anche nei momenti più bui è possibile scegliere la dignità, la solidarietà e la speranza”. Soddisfatta la la direttrice del festival scannese, Eleonora de Nardis Giansante: “Ju Buk Festival si conferma così non solo come evento culturale, ma come atto di resistenza attiva, un momento di costruzione di senso collettivo, dove la Memoria dialoga con le urgenze del presente e la Cultura diventa strumento di lotta. Questa primavera, a Scanno, la rinascita non è neutra: è femminista, antifascista, radicale. E continua a fiorire, anche controvento”.


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