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mercoledì 7 agosto 2024

CIVITELLA DEL TRONTO, COMMEMORAZIONE PER I MARTIRI DUOSICILIANI DEL 1806 E DEL 1861


CIVITELLA DEL TRONTO - "In questi giorni, Cristiano Vignali di Chieti e Daniele Catini di Teramo hanno capeggiato un gruppo di appassionati e simpatizzanti che si è recato presso la Fortezza di Civitella del Tronto (la "Fedelissima" perché ultimo baluardo dell'esercito del regno del sud ad arrendersi agli invasori), per rendere omaggio ai martiri eroi caduti negli assedi del 1806 (quando  l'esercito meridionale, al comando del maggiore irlandese Matteo Wade, ha resistito per quattro mesi agli assedianti francesi) e del 1860/1861,allorché il contingente militare duo siciliano  della fortezza  è stato l'ultimo baluardo meridionale

ad arrendersi all'esercito sabaudo, alcuni giorni dopo la proclamazione del Regno d'Italia, scrivendo una leggendaria pagina di eroismo, di spirito di  abnegazione e sacrificio per il dovere, la propria causa e i propri ideali,  nonostante la sconfitta sembrava ormai certa.
"Nella foto, un omaggio a chi ha sacrificato fino alla fine la sua vita per la causa duo siciliana e per il bene delle popolazioni delle regioni del centro - sud Italia che più di tutte hanno pagato lo scotto sia in termini di vite umane, sia in termini economici dall'unità statale della Penisola Italiana, sorta - come ha spiegato il politologo Cristiano Vignali - contro il Sud. Non bisogna fare l'errore - ha commentato Vignali - di interpretare il passato con gli occhi di un italiano di oggi, quello che ci hanno raccontato a scuola che il Regno di Sardegna era l'unico Stato preunitario rimasto indipendente dal dominio straniero, non corrisponde esattamente al vero. In realtà, nel meridione d'Italia esisteva un regno unitario da ben sette secoli, e con la politica accentratrice portata avanti dai Borbone di Napoli si stava andando verso la formazione di uno Stato Nazionale meridionale. Di fatto, la guerra civile nel Sud del Paese scoppiata dal 1861 al 1871 (perché la lotta al Brigantaggio questo è in realtà), era non solo l'eterno scontro tra l'anima "Romana" (universalistica) e l'anima "Italica" (particolaristica) della Invertebrata Nazione Italiana, ma la lotta in atto tra due principi di patria, una più ideale e astratta sentita particolarmente da lobby di intellettuali, di borghesi e da centri di potere economico - finanziario, dello Stato Nazione moderno, mentre l'altra più concreta e reale, quella legittimista che affonda le sue radici nell' "Ancien Regime" e sulle due colonne portanti del "Trono" e dell' "Altare" ha aggiunto Cristiano Vignali.




Vignali con la bandiera duo siciliana e Catini con quella del Partito Meridionalista, nella terza piazza d'armi della Fortezza di Civitella del Tronto, davanti la chiesa sconsacrata di S.Giacomo che nasconde un segreto sconosciuto alla maggiorparte dei turisti e visitatori: proprio lì, infatti, sono state sepolte le salme dei castellani e dei soldati della fortezza, di fatto mai conquistata in combattimento.
Durante, la cerimonia solenne, oltre all'ascolto dell'inno nazionale duo siciliano che tutte le mattine risuonava nella fortezza e in questa piazza d'armi dove il comandante - governatore passava in rassegna le truppe la mattina e durante le cerimonie ufficiali, voci gagliarde hanno intonano il canto dei briganti, non esattamente come la canzone del cantautore Bennato, ma la versione legittimista, in cui i briganti dichiarano di combattere per il Re Borbone, fiera memoria di una antica appartenenza identitaria che, come spiega il giornalista e politologo Cristiano Vignali "avrebbe rafforzato lo Stato Nazionale Italiano se esso fosse stato organizzato a livello amministrativo con un sistema federale o confederale di Stati come in Germania fece la Prussia, a differenza dei Savoia che scelsero il modello accentratore francese".

 

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