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giovedì 15 settembre 2022

"LA CITTÀ DELL’AQUILA PERDE LA CASA DELLO STUDENTE?"

L'AQUILA - "Ebbene, dopo i fiumi di parole spese dai rappresentanti politici e istituzionali, dopo le ampie rassicurazioni portate avanti da mesi in ogni contesto e da tutti gli attori coinvolti,  a metà settembre l’ADSU ha pubblicato un bando per la residenzialità pubblica col quale mette a disposizione l’esiguo numero di 80 posti letto, e solamente fino al 23 di dicembre.
Posti che saranno dislocati esclusivamente sulla palazzina centrale dell’ex caserma “Campomizzi”, sede anche degli uffici amministrativi dell’Ente, della mensa al servizio degli studenti e del servizio di lavanderia.Con questo atto, l’ADSU certifica di non essere riuscita finora ad arrivare ad un accordo con l’amministrazione del Demanio Militare per la proroga sull’utilizzo del complesso in località “Casermette” e conferma quanto, da facili cassandre, avevamo preconizzato da quasi due anni. Dopo una brevissima riapertura con tanto di inaugurazione, la mensa di Roio è stata nuovamente chiusa per lavori. Sorte peggiore è toccata alla mensa di Economia, chiusa ormai da anni.  
Dopo numerose mobilitazioni da parte dei sindacati e degli studenti ed a pochi giorni dall’inizio delle lezioni, si assiste ad un epilogo drammatico che, se non ci saranno novità degli ultimi secondi, significherà la sostanziale chiusura della residenzialità studentesca a L’Aquila.
Il Bando sulla residenzialità pubblicato infatti, prevedendo una durata tanto esigua, non consente agli studenti di ricevere la borsa di studio da fuori sede che richiede, invece, la sottoscrizione di un contratto di locazione della durata minima di 10 mesi.
Questo significherà che il Bando andrà probabilmente deserto.
La totale mancanza di programmazione e di una visione di prospettiva, l’incapacità di gestire una situazione ampiamente prevedibile, stanno portando alla chiusura di una struttura che garantisce agli studenti più fragili la possibilità di studiare nella nostra città con un’offerta di servizi indispensabili e, al contempo, dà lavoro a decine di lavoratrici e lavoratori i quali vivono esclusivamente del proprio salario.
Una città universitaria rischia, e lo diciamo inascoltati per l’ennesima volta, di rimanere senza servizi per gli studenti, rendendo addirittura inaccessibile il nostro Ateneo cittadino per alcuni.
Crediamo che l’attuale vertice dell’ADSU debba rendere conto del proprio operato, confrontandosi  direttamente con i lavoratori e con le parti sociali, relazionando sullo stato dell’arte e assumendosi finalmente le dovute responsabilità senza infingimenti.
Per tali motivi, la Cgil, dichiarando lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori operanti presso gli appalti della mensa, del portierato e delle pulizie dell’ADSU, ha convocato contestualmente un’assemblea sindacale aperta ed un presidio che si terranno lunedì 19 settembre dalle ore 11.00 alle ore 14.00 presso la sede ADSU di L’Aquila.
Invitiamo tutti i protagonisti della vita studentesca cittadina a partecipare al presidio: il CDA dell’ADSU, il Comune dell’Aquila, l’Università degli Studi e i rappresentanti della Regione Abruzzo e gli studenti universitari.
L’auspicio è che vogliano raccogliere il nostro invito tutti quei rappresentanti politici ed istituzionali che si stracciavano le vesti solo fino a pochi mesi fa davanti ai lavoratori e studenti ed assicuravano a gran voce una soluzione rapida ed indolore della drammatica vicenda.
I lavoratori, gli studenti e l’intera città pretendono chiarezza.
C’è bisogno che qualcuno abbia il coraggio di guardare negli occhi coloro che stanno subendo direttamente e drammaticamente le conseguenze della propria insipienza delle proprie scellerate azioni".

Cgil L’Aquila, Flc L’Aquila, Filcams L’Aquila

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