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lunedì 20 giugno 2022

EXPORT, INIZIO 2022 NEL SEGNO DI FARMACEUTICA, CHIMICA, METALLI E TESSILE

"Automotive giù, ma l’Abruzzo si scopre meno dipendente rispetto ai due trimestre precedenti. Tra le province bene Teramo e L’Aquila"PESCARA – L’Abruzzo che esporta fuori dai confini nazionali si scopre un po’ meno dipendente dai destini dell’automotive rispetto ai due trimestre precedenti. Lo dice la ricerca condotta per la CNA Abruzzo da Aldo Ronci, relativa al primo trimestre del 2022. Sebbene il tradizionale punto di forza delle nostre esportazioni abbia subito tra gennaio e marzo un colpo piuttosto duro (226 milioni di decremento) il resto delle produzioni ha segnato sulla propria agenda un incremento abbastanza significativo di 235 milioni, con un saldo attivo di 9 milioni sostanzialmente quasi nullo. Un risultato che, in valori percentuali, è pari ad 1/60 di quello nazionale che lascia ben sperare, e che ma che tuttavia non risparmia  all’Abruzzo da un tonfo nella graduatoria per regioni: se infatti nel primo trimestre del 2021 eravamo la prima regione italiana, ora ci ritroviamo al terz’ultimo posto.Nell’elenco delle cose che funzionano, dice il curatore della indagine, «spiccano soprattutto gli incrementi dei prodotti chimici (+59 milioni), degli articoli farmaceutici (+50), di quelli in metallo (+37), del tessile e abbigliamento (+31), degli articoli in gomma (+27), delle apparecchiature elettriche (+13)». Una graduatoria che, combinata alla crisi si spera momentanea dei mezzi di trasporti, finisce per rivoluzionare profondamente anche la classifica tra le province abruzzesi: «Le variazioni sono state disomogenee: L’Aquila e Teramo hanno registrato incrementi rispettivamente di 71 e 83 milioni, mentre Chieti e Pescara hanno invece subito flessioni rispettivamente di 140 e 3 milioni. In valori percentuali L’Aquila (+27,7%) e Teramo (+24,3%) hanno segnato crescite più alte di quella italiana (+22,9%), mentre Pescara (‐3,9%) e Chieti (‐8,8%) registrano variazioni negative. Gli apprezzabili incrementi dell’export dell’Aquila e di Teramo, sia in valori assoluti che in valori percentuali, sono da ascrivere nel primo caso ai prodotti farmaceutici (+53;+41,1%), nel secondo a tessili e abbigliamento (+21;+51,2%)» dice ancora Ronci.Capitolo agro-alimentare. Il confronto con l’anno precedente parla di 13 milioni di euro di incremento delle esportazioni (190 milioni di euro oggi contro i 177 di allora), ma anche di un differenziale ancora molto profondo che separa i destini abruzzesi da quelli nazionali: perché l’incremento percentuale più singificativo raggiunto in Abruzzo (+7,5%) vale poco più di un terzo di quello nazionale: +19,6%. Un gap ancor più apprezzabile se si osservano i destini incrociati delle due voci più importanti del comparto, ovvero vino e pasta. Con il primo capace di un incremento del 7,3%, ma che deve comunque guardare dal basso in alto la media italiana (+18,3%). Frustrazione ancora più evidente osservando il settore della pasta: l’importante incremento regionale (13,8%) impallidisce di fronte al +28,5% nazionale.Uno sguardo, infine, all’influenza esercitata dagli scenari di guerra sulle nostre esportazioni: il conflitto in corso derivamente dall’aggressione della Russia all’Ucraina genera flessioni di 4 milioni di euro verso la Russia, di 7 per l’Ucraina. In assoluto resta però la forte margilità di questi mercati sul totale della nostra bilancia: appena 0,4% nel primo caso, 1% nel secondo".


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