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mercoledì 5 aprile 2017

"L'ULTIMO VIAGGIO DEL CAPITANO"SABATO AL PACIFICO

SULMONA - “Saliamo insieme sulla nave della speranza”. E' questo lo slogan che invita tutti allo spettacolo di sabato prossimo, 8 aprile, alle 21, nella sala del Cinema Teatro Pacifico. In scena la rappresentazione “L'ultimo viaggio del Capitano” realizzato con il patrocinio della Diocesi di Sulmona-Valva, dell'Arciconfraternita della SS.Trinità e del Comune di Sulmona. Lo spettacolo, ad ingresso gratuito, è allestito dagli attori dell'associazione culturale ClasseMista, con la partecipazione dei ragazzi migranti ospiti della nostra città e della cooperativa Nuovi Orizzonti Sociali.
Le musiche e le canzoni originali sono di Francesco Sportelli, l'ideazione e la regia della rappresentazione sono affidate a Mario Fracassi. “Questo spettacolo, aperto a tutti, è un segno di solidarietà verso i nostri fratelli e sorelle migranti, accolti nella nostra città, è un segno di attenzione al dramma che spesso sono costretti a sopportare nell'indifferenza di tanti e quindi un segno di speranza per loro, perché possano vivere un presente ed un futuro più sereni del passato” sottolinea il Rettore dell'Arciconfraternita trinitaria, Antonio Di Nino, auspicando una grande e attenta partecipazione di pubblico all'evento. Lo spettacolo è costruito come un intreccio di storie e racconti di una umanità stanca, sofferente e senza futuro che cerca speranza oltre frontiera affrontando un viaggio complesso e rischioso dentro un vecchio e sgangherato battello al suo ultimo viaggio. L’intreccio di racconti e storie, centro e motore dello spettacolo, quasi fossero un espediente salvifico per ottenere la “misericordia delle onde” (che a volte sono più ospitali della nostra terraferma), vuole essere il filo rosso che cuce e tiene insieme racconti antichi e moderni di tutte le migrazioni, vuole essere l’occasione per una riflessione poetica sugli enormi movimenti di popoli che attraversano i nostri anni, sulle ragioni del partire, di attraversare deserti e mari, sul senso di sradicamento e di smarrimento che lo spostarsi porta sempre con sé a qualsiasi latitudine.
Lo spettacolo fondendo brani biblici, racconti letterari, fatti di cronaca e immagini disperatamente attuali, ci trasporta nel viaggio di speranza sulla nave del Capitano di un nutrito gruppo di profughi.
Il Capitano è un uomo di mare senza tempo e senza età; un capitano leggendario che racconta storie mitologiche come se avesse mille anni, i suoi occhi hanno visto le estreme sofferenze e le incomparabili bellezze che da sempre accompagnano gli uomini in viaggio, dalla notte dei tempi, sino ai nostri giorni. E' una indomita umanità, nutrita dalla speranza di un futuro migliore, quella che il Capitano trasporta oggi verso il sogno italiano ed europeo. E loro, i clandestini, questi nuovi migranti, riempiono la sua storia di nuove storie, di sogni, di leggende, di riti propiziatori, di incoscienti atti di coraggio, rinchiusi nella stiva come merci, solcheranno un mare dalla forza terribile, sospinti dal miraggio di un mondo nuovo, dove possa trovare spazio la realizzazione del sogno. Hanno pagato per la libertà. Arrivare vivi basta. Il viaggio non termina in un porto: non sono attesi, anzi non sono voluti. Sono minacciati, fermati dalle autorità laddove intercettati. Il capitano è l’unico a restare a bordo ed accompagnare i suoi passeggeri.


                                                                       IL RETTORE
                                                                   (Antonio Di Nino)


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