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martedì 20 gennaio 2015

METANODOTTO:RUFFINI SCRIVE A GREENPEACE, LEGAMBIENTE E WWF

SULMONA - "La presente per significare a codeste spettabili Associazioni Ambientali che in Abruzzo, la Regione Verde d’Europa per eccellenza, si sta realizzando ad opera della multinazionale ENI, un vero e proprio “disastro ambientale” e sociale: la costruzione della “Rete Adriatica del metanodotto Brindisi-Minorbio”.Si tratta di un’infrastruttura di enormi dimensioni che determina un impatto ambientale notevole sui territori che andrà ad attraversare e ciò soprattutto dopo che, “inopinabilmente”, il tracciato all’altezza di Biccari cambia percorso per infilarsi nei crinali appenninici.Infatti, da quel punto fino a Minorbio il tracciato prosegue, per ben 687 Km.,  lungo la dorsale appenninica interessando dieci regioni italiane con uno scavo in trincea profondo circa 6,00 m.
ed una servitù di passaggio della larghezza di 40,00 m. (20,00 m. a destra e 20,00 m. a sinistra del tracciato) sottraendo, in questo modo, al patrimonio ambientale italiano circa 750 ha. di territorio ad alta valenza ambientale ricco di fiumi, biodiversità, Parchi Nazionali, Riserve Naturalistiche, aree SIC ed altro.In particolare il nuovo tracciato si va a sovrapporre al Progetto A.P.E. (Appennino Parco d’Europa), il più importante progetto di sistema  avviato a suo tempo nel nostro Paese, ai fini della  Conservazione della Natura e dello Sviluppo Sostenibile.La realizzazione di tale metanodotto, così come progettato, comporterà inevitabilmente una sensibile alterazione degli habitat naturali per l’impossibilità di ripristinare le condizioni ecosistemiche preesistenti ed inoltre creerebbe, nella fase di cantiere, una situazione di assoluta gravità e pericolo per le specie rare presenti, sia faunistiche che floreali come pure per i numerosi attraversamenti di corsi d’acqua, la cui fauna ittica e gli ecosistemi fluviali esistenti, subirebbe dannose conseguenze.
L’opera, pertanto, produrrà un impatto ambientale fortemente negativo sull’intero paesaggio appenninico, considerato bene comune e tutelato dalla Costituzione Italiana (Art. 9), nonché da leggi specifiche.
Infine, non va dimenticato che l’Italia ha ratificato con Legge n° 14/2006 la “Convenzione Europea del Paesaggio” che si prefigge di salvaguardare il paesaggio considerato componente essenziale della vita delle popolazioni.
Nonostante tutto quanto sopra esposto la Commissione V.I.A. del Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare ha espresso parere favorevole alla realizzazione della scriteriata infrastruttura, così come i tecnici e i funzionari del Ministero dello Sviluppo Economico hanno espresso parere favorevole alla realizzazione di una Centrale di Compressione del Gas in agro del Comune di Sulmona a pochi chilometri dal centro abitato e a ridosso di una strada provinciale di collegamento tra diversi centri.
In merito a dette strutture da realizzare i medici della Conca Peligna hanno denunciato la loro gravità perché quando inizierebbe a funzionare immetterebbe nell’atmosfera delle particelle di diametro inferiore a 10µm., che comportano patologie alle vie respiratorie e problemi cardiovascolari.
In particolare la scelta di ubicare la Centrale di Compressione del Gas nella Conca Peligna esaspera la problematica dell’immissione di PM10 per la presenza del fenomeno dell’inversione termica che determina una stasi delle sostanze nocive emesse per la combustione del gas, aggravato da uno scarso ricambio d’aria dovuto alla conformazione orografica della Conca.
Per quanto sopra riferito, l’Associazione Culturale “Insieme per il Centro Abruzzo”
C H I E D E
il Vostro autorevole intervento, in conformità ai Vostri Principi di tutela ambientale, per trovare la migliore soluzione possibile allo scopo di tutelare la salute delle popolazioni interessate dal metanodotto ed il patrimonio ambientale nazionale appenninico.
In attesa di conoscere i modi e i tempi d’intervento si porgono distinti saluti.
                                                                                  IL   PRESIDENTE
                                                                           (Dott. Ing. Antonio Ruffini)  
          


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