scrivono in una nota "è necessaria una risposta chiara e forte da parte delle Istituzioni locali. Ma la convocazione in contemporanea dei 36 Comuni del comprensorio, iniziativa che non ha precedenti nella nostra storia, deve dare risultati adeguati alle attese. Non ci si può permettere il lusso di sciupare un'occasione così solenne ed importante. Guai se essa dovesse ridursi ad una passerella politica o ad approvare semplicemente una delibera. A nostro avviso, pertanto, la convocazione degli "Stati generali del Territorio" dovrebbe avere queste caratteristiche e finalità : 1) Non può essere solo la riunione di tutti i Consigli Comunali, ma deve essere una grande assemblea aperta alla partecipazione e al contributo della società civile : forze sociali ed economiche, associazioni, ordini professionali, comitati di cittadini; 2) Deve avere al centro il problema della difesa del nostro Tribunale ma questa battaglia va calata in un contesto che vede il territorio in una condizione di forte sofferenza per le pesanti spoliazioni e i tagli in corso o in programma in tutti i settori della vita civile (sanità, trasporti, scuole, poste, Forestale, Agenzia delle entrate, e poi magari Commissariato di Polizia, INPS ...); tutti colpi di mannaia che vengono sferrati su un territorio già in ginocchio a causa della gravissima crisi economica in atto; 3) Deve essere l’occasione per mettere a punto un programma di proposte concrete per la difesa dei Presidi territoriali del Centro Abruzzo e per la promozione di politiche di sviluppo ecosostenibili; 4) Non può essere una iniziativa “una tantum”, ma da essa dovrà nascere un coordinamento permanente per il perseguimento degli obiettivi comuni;
5) Deve essere un momento decisivo per far capire al Governo nazionale che il nostro territorio ha alzato la testa, e che Amministratori e cittadini sono determinati a lottare fino in fondo per la difesa di diritti inalienabili, pena la nostra stessa sopravvivenza. Deve essere, cioè, quella "chiamata alle armi" invocata dall'avv. Lando Sciuba nell'assemblea del 12 dicembre, laddove le armi non sono, naturalmente, quelle materiali , ma tutti gli strumenti che la democrazia ci offre. Deve, pertanto, essere l’occasione per mettere in cantiere anche forme di lotta inusuali, dure e clamorose. Siamo in una situazione di eccezionale gravità" concludono "occorre una risposta altrettanto eccezionale, a livello istituzionale e popolare".
