L'AQUILA - "Esprimiamo profonda contrarietà e forte preoccupazione di fronte alla decisione di TUA (Società Unica Abruzzese di Trasporto) di aumentare le tariffe dei titoli di viaggio per la linea L'Aquila-Roma a partire dal prossimo 1° novembre.I rincari, annunciati tramite avviso aziendale lo scorso 13 ottobre, colpiscono in modo selettivo e durissimo proprio le categorie più vulnerabili e fidelizzate: le lavoratrici, i lavoratori, le studentesse e gli studenti pendolari. Secondo quanto stabilito da TUA, l’abbonamento mensile subirà un’impennata passando da 160 a 195 euro (un aumento netto di 35 euro, pari a circa il 22%), mentre l’abbonamento settimanale schizzerà da 50 a 65 euro, registrando un pesantissimo incremento del 30%.
Definire questa stangata un semplice ‘adeguamento circoscritto’ per far fronte al caro carburante, come goffamente affermato dall'azienda, è inaccettabile. Si tratta di una vera e propria tassa sulla mobilità che si scarica interamente sulle spalle di chi non ha alternative e deve spostarsi quotidianamente per motivi di studio, di lavoro e di cura. Non si possono sbandierare investimenti da 5 milioni di euro per il rinnovo della flotta di autobus e, contemporaneamente, costringere l'utenza a pagare il conto di una gestione che non riesce a garantire neanche un numero di corse adeguato alla domanda corrente.
Contestiamo, quindi, radicalmente la natura stessa della linea, attualmente gestita da TUA come tratta commerciale a mercato. Per il collegamento tra L'Aquila e Roma non esistono alternative di mobilità su ferro, lasciando l'utenza orfana di un collegamento ferroviario diretto.
In un contesto in cui il trasporto su gomma rappresenta l'unica opzione reale di collegamento con la Capitale, la linea non può essere trattata come un servizio commerciale privato soggetto alle fluttuazioni dei profitti, ma deve essere riconosciuta come un servizio pubblico essenziale a tutti gli effetti. A questo quadro già critico si aggiunge una gestione aziendale che specula sui servizi a svantaggio della qualità del lavoro e dell'utenza locale. Il territorio della Provincia dell’Aquila è già stato pesantemente depredato dalla politica dei sub affidamenti, una pratica che ha ridotto la gestione diretta pubblica, frammentando il servizio. Siamo davanti a un paradosso inaccettabile: mentre i costi e i disagi si scaricano sui pendolari, TUA estrae un ulteriore e ingiusto profitto proprio da queste esternalizzazioni, a discapito dell'efficienza e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici del settore. È inaccettabile un modello che impoverisce i servizi territoriali e aumenta le tariffe per fare cassa. È, quindi, indispensabile che questa tratta esca dal regime commerciale e torni immediatamente a contribuzione pubblica all'interno del Trasporto Pubblico Locale (TPL). Il diritto alla mobilità delle aree interne, già penalizzate dall'isolamento infrastrutturale, deve essere garantito e finanziato dalla Regione Abruzzo, non lasciato alle regole del mercato che penalizzano le cittadine e i cittadini che vivono nelle aree interne. I pendolari non viaggiano per piacere, affrontano sacrifici quotidiani enormi. Chi sceglie di restare a vivere nelle nostre comunità, pur lavorando o studiando a Roma, fa una scelta di resistenza. Se la TUA e la Regione Abruzzo decidono di non incrementare le corse e di aumentare le tariffe, tolgono l'unica alternativa possibile all'auto privata. L'alternativa drammatica per queste persone diventa solo una: abbandonare il territorio e trasferirsi stabilmente a Roma, alimentando ulteriormente il drammatico fenomeno dello spopolamento delle aree interne.
A fronte di promesse di potenziamento rimaste finora lettera morta, e con vetture costantemente piene nelle ore di punta che rischiano di lasciare a terra le persone, l'introduzione di tariffe così gravose viola il diritto costituzionale allo studio al lavoro ed all’accesso alle cure.
Chiediamo, pertanto, a TUA e alla Regione Abruzzo: la sospensione immediata dei rincari tariffari previsti per il 1° novembre, il reinserimento della tratta L'Aquila-Roma nel regime di TPL contribuzione, per garantire tariffe eque, agevolazioni sociali e tutele universali, lo stop alla logica dei sub affidamenti speculativi e il ripristino di una gestione pubblica interna che rimetta al centro la qualità del servizio e il lavoro dignitoso e un piano straordinario di potenziamento delle corse, volto a eliminare il sovraffollamento dei mezzi. Riteniamo quindi necessaria la convocazione in audizione presso la Commissione Vigilanza della Regione Abruzzo affinché si apra un confronto istituzionale che includa le rappresentanze dei pendolari.
La mobilità pubblica deve rimanere un servizio sociale garantito, accessibile e sostenibile. Se TUA e la Regione Abruzzo decideranno di tirare dritto ignorando le necessità dei cittadini e delle cittadine, la CGIL metterà in campo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie a tutela dei diritti di chi lavora e studia".
Francesco Marrelli
Segretario Generale CGIL L’Aquila
Domenico Fontana
Segretario CGIL L’Aquila
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